Incidente aereo nel cielo del Rinacchio, racconto di Martino A. Rizzo

Corigliano Rossano – La mattina del 27 giugno 1943 un grande boato squarciò la pace dei boschi della località “Varco del Rinacchio”. Due aerei si scontrarono in volo proprio sulla montagna rossanese. Uno era pilotato dal capitano Ettore Amisano nato nel borgo di Prelio, comune di San Salvatore Monferrato (AL) e l’altro dal tenente Nicola Branca. Ma mentre Branca riuscì a lanciarsi col paracadute e salvarsi, Amisano rimase bloccato nell’aereo e perse la vita. Aveva trent’anni e tutta un’esistenza davanti a sé. Figlio di contadini, aveva frequentato il liceo ad Alessandria dove era stato compagno di classe e di pensionato di Davide Lajolo, lo scrittore, che lo ricorda nel suo testo “Il voltagabbana”. Mentre Elio Gioanola in “Prelio, storia di oro e di stricnina” racconta di come Ettore col suo aereo facesse “impazzire i ragazzi del paese quando veniva a fare le picchiate sulla piazza, e poi lasciava andare una lettera nel cortile della sua famiglia volando raso sui tetti”.

Con decreto del 1942 Amisano aveva ricevuto la medaglia d’argento in quanto “abilissimo ufficiale pilota, già distintosi in azioni precedenti, conduceva con intelligente perizia, sommo ardimento e sereno sprezzo del pericolo, la propria pattuglia in numerose azioni di bombardamento a tuffo su basi ed appostamenti nemici, ottenendo sempre brillante risultato. In azioni di mitragliamento a bassa quota, malgrado la violenta reazione contraerea, che più volte colpiva il suo velivolo, confermava belle doti di combattente generoso ed ardito”. Purtroppo però il volo di collaudo che stava facendo quel giorno gli fu fatale.
Appena a Rossano si ebbe la notizia del triste evento i soccorsi accorsero in montagna ma non potettero far altro che recuperare la salma dell’aviatore e ricomporla in una elegante bara, portandola in paese. Al Traforo una grande folla attendeva il feretro per accompagnarlo all’ospedale cittadino dove era stata addobbata la camera ardente.
Il giorno successivo si tennero i funerali nella cappella dell’ospedale e poi un corteo accompagnò la bara, portata a spalla da ufficiali, fino a Porta Cappuccini, seguita da tutte le autorità locali e da tanta gente rimasta colpita dalla tragica morte. Lì si tenne il saluto da parte della Città, affidato alle parole dell’avv. Maurizio Minnicelli, prima della partenza del feretro per il Piemonte. Queste le parole dell’oratore che si possono leggere sulla “Nuova Rossano” del 12 luglio 1943: “Rossano, attraverso la mia persona che non è la più adatta, commossa e trepidante, rivolge il suo saluto affettuoso alle spoglie dell’eroico soldato Ettore Amisano. Egli, attraversando sotto un cielo azzurro di cobalto le nostre montagne profumate di resina e di ginestra, per un banale incidente, col suo apparecchio, che era l’anima della sua anima e col quale pulsava il suo cuore fervido di giovanile entusiasmo, si è fracassato nel fondo di un burrone. Nel momento in cui ebbe la sensazione dell’inevitabile pericolo coll’occhio della fantasia, rivide i cieli e gli oceani che aveva attraversato con sicura baldanza, sempre invitto trionfatore, ….. Alla famiglia che attende trepidante di comporre nell’estrema dimora le spoglie dell’amato, ai colleghi che genuflessi contribuiscono al mesto rito, sia di tenuo conforto questa attestazione di fede e di amore”. Quindi l’avvocato Antonio Berlingieri scandì con voce alta e ferma il nome del caduto e la folla in coro rispose: “presente”.

Martino A. Rizzo

 

I racconti di Martino A. Rizzo. Ogni mercoledì su I&C

Martino Antonio Rizzo, rossanese, vive da una vita a

Firenze. Per passione si occupa di ricerca storica

sul Risorgimento in Calabria. Nel 2012 ha pubblicato

il romanzo Le tentazioni della

politica e nel 2016 il saggio Il Brigante Palma e i misteri

del sequestro de Rosis. Nel 2017 ha fondato il sito

anticabibliotecacoriglianorossano.it. Nel 2019 ha curato la pubblicazione

dei volumetti Passo dopo passo nella Cattedrale di Rossano,

Passo dopo passo nella Chiesa di San Nilo a Rossano,

Le miniature del Codice Purpureo di Rossano.

Da fotografo dilettante cerca di cogliere

con gli scatti le mille sfaccettature del paese natio

e le sue foto sono state pubblicate nel volume di poesie

su Rossano Se chiudo gli occhi.

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