Incendi Longobucco, raccolte più di mille firme



Sono bastate 48 ore, perché una intera popolazione, quella del comune di Longobucco, nel parco della Sila Calabrese, firmasse affinché lo scempio degli incendi, dettato dalla banalità del male di collusi ed imprenditori, giunga al termine. Nella giornata del 19 agosto, una assemblea pubblica, svoltasi nella piazza comunale del comune silano, ha decretato la chiusura delle firme (sono state raccolte ben più di mille, in un paese di altrettanti abitanti). Durante l’adunanza, ancora una volta, si sono investigate le cause ed i meccanismi attraverso i quali si svolgono i piani criminali, mal celati, dietro gli incendi; in particolare, l’ausilio della proiezione di puntate televisive di programmi quali Report e persino L’Arena, che già negli anni passati dedicavano spazio a tale problema, ha permesso di delineare un quadro ben preciso di ciò che si occulta dietro l’incenerimento di intere aree boschive. Toccante si è rivelata, inoltre, la testimonianza di Pierfrancesco Madeo, un giovane longobucchese affetto da distrofia di Duchen, che a causa degli intensi fumi provocati dai vasti fuochi, si è ritrovato con il respiratore intasato. La retorica dei politici è stata, infine, smascherata quando si è potuto constatare che regioni quali Lombardia e Toscana possiedono leggi regionali trasparenti ed efficaci, atte ad ostacolare i business criminali presenti, invece, nel nostro territorio. Sembra che l’ Unità di Italia non ci abbia insegnato niente. Eppure, questi incendi oltre alle riserve naturali, hanno acceso anche la rabbia e la sete di dignità di una intera popolazione, che dimostra di non essere connivente con il crimine e che, invece, lotta contro le disuguaglianze, e non smetterà di farlo per amore della sua terra. Ci auspichiamo ora, che le priorità delle istituzioni possano, questa volta almeno, coincidere con quelle dei cittadini.
‘Spegniamo il fuoco, accendiamo il futuro.’
(fonte: comunicato stampa)

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