Incendi dalla Sila al Reggino, canadair in azione: ecco i principali roghi attivi – LIVE



I vigili del fuoco e gli uomini di Calabria verde sono impegnati in queste ore per contrastare vasti focolai nei comuni di Bagaladi, Longobucco e soprattutto Acri, dove la situazione dopo 24 ore continua ad essere drammatica

Notte di lavoro per le squadre dei vigili del fuoco in diverse zone della Calabria a causa dei numerosi incendi boschivi nelle province di Reggio Calabria e Cosenza. Dall’alba diversi Canadair sono in volo per spegnere vari roghi nella nostra regione. I velivoli sono in azione a Bagaladi (Reggio Calabria), Longobucco (Cosenza) e soprattutto Acri, dove i roghi hanno circondato la città portando allo sgombero di circa 80 famiglie dalle loro abitazioni.

Cosentino

Emergenza incendi anche a Cetraro. Tra i tanti roghi che hanno interessato il territorio nelle ultime ore, uno di vaste proporzioni si è propagato ieri pomeriggio intorno alle 15 nella zona collinare di Santa Lucia. Paura tra i residenti: le fiamme, alimentate dalle folate di vento e dalle elevate temperature, hanno lambito il centro abitato e la chiesa. Per domare le fiamme, oltre a due squadre dei vigili del fuoco, è stato necessario l’intervento del Corpo Forestale con il supporto della Polizia Locale.

Una situazione drammatica, quella vissuta ieri da un altro centro del Cosentino, Roseto Capo Spulico, dove il fuoco ha colpito molte zone rurali, aziende agricole, fabbricati e abitazioni. Anche a Roseto Capo Spulico sono stati messi provvedimenti di evacuazione per alcune famiglie. Il sindaco Rosanna Mazzia ha chiesto lo stato di calamità naturale per i danni che si preannunziano enormi.

Il ministro Cingolati: «La maggioranza dei roghi dolosi»

Una situazione drammatica in tutta Italia, aggravata dalla convinzione che la maggior parte degli incendi sia di natura dolosa. Lo ha dichiarato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani alla Camera nell’informativa sugli incendi.
«Il 57,4% degli incendi sono dolosi – ha sottolineato il membro del Governo – dove si vedono punti di innesco, e hanno effetti devastanti. Il 13,7% non è intenzionale, e quindi sono colposi per mancanza di cultura. Siamo già oltre il 70% di incendi che è responsabilità nostra e che incide su un sistema predisposto» dal punto di vista climatico; «meno del 2% sono di origine naturale». «Siamo più vulnerabili – osserva – e poi c’è un problema di manutenzione e di cultura. La manutenzione è fondamentale».

«Gli incendi dolosi e colposi nel 2020 – ha aggiunto Cingolani – sono stati 4233 e toccato oltre 62mila ettari, persone denunciate 552, arrestati in 18, con 79 sequestri. Rispetto al 2019 i reati sono aumentati dell’8,1%, la superficie bruciata è cresciuta del 18,3%, e salgono anche denunce (+25,2%) e arresti (+80%)”. Lo afferma il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani in Aula alla Camera nell’informativa sugli incendi. In quattro regioni del Sud – Campania, Puglia, Calabria, Sicilia – sono avvenuti il 54,7% degli incendi nel 2020, è bruciata l’82% della superficie andata in fiamme».

fonte LaCnews24

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