Inail, lavoro: Tutelati gli eventi di contagio avvenuti nel percorso casa/lavoro, che si configurano come infortunio

Sede Inail Rossano

Nei giorni scorsi si è riunito, in modalità videoconferenza, il Comitato Provinciale INAIL di Cosenza. Il Presidente, Gerardo Calabria, ha sottolineato che nonostante l’emergenza sanitaria, tuttora in atto, L’INAIL cosentina ha reagito prontamente adottando misure e soluzioni organizzative volte al contenimento e al contrasto del Covid-19, in coerenza ed in attuazione dei diversi provvedimenti nazionali.

La Direttrice INAL di Cosenza, dott.ssa Alessandra Baffa Trasci, nella sua relazione ha esposto tutte le azioni messe in campo, grazie alle quali è stato possibile garantire i servizi per i lavoratori e per le imprese. In particolare, presso la Direzione territoriale di Cosenza, le attività poste in essere per fronteggiare la pandemia, a decorrere dal mese di marzo u.s., sono state molteplici. Presso la Direzione Territoriale di Cosenza sono state adottate tutte le misure di sicurezza per prevenire il contagio.

In primo luogo, il personale sanitario e amministrativo è stato dotato dei DPI (dispositivi di protezione individuali) necessari per l’espletamento delle relative attività. L’attività ambulatoriale è stata sempre garantita, seppur con una rimodulazione del servizio, progressivamente intensificato con l’avvio della ripresa delle attività produttive, fino alla completa apertura presso la sede di Cosenza, e le altre sedi della provincia, Corigliano Rossano e Castrovillari. Le attività sanitarie sospese durante il confinamento (collegiali e revisioni), da giugno sono riprese regolarmente. Le attività di sportello sono state garantite attraverso i servizi on-line e a mezzo telefono. Lo smart working ha rappresentato la modalità ordinaria di lavoro, con la previsione di rientri per le attività indifferibili che richiedono di essere svolte in presenza. Il personale sanitario, per ovvie ragioni, ha svolto sempre l’attività in presenza, con la creazione di appositi pool per consentire a rotazione qualche giornata di smart working.

Particolare attenzione è stata posta ai lavoratori dichiari fragili e ai diversamente abili, che secondo i dati epidemiologici sono esposti maggiormente al contagio. L’Istituto ha fornito indicazioni in merito alla prestazione garantita agli assicurati contagiati nell’ambiente di lavoro o a causa dello svolgimento dell’attività lavorativa che, alla data del 31 agosto, sono stati 59 (30 donne e 29 uomini).

In particolare, la tutela ha riguardato in primis gli operatori sanitari esposti ad un elevato rischio di contagio “aggravato” fino a diventare specifico.

Vengono tutelati, altresì, gli eventi di contagio avvenuti nel percorso casa/lavoro, che si configurano come infortunio in itinere. Allo scopo, di potenziare il personale sanitario per fronteggiare l’aumento delle attività connesse all’epidemia da COVID- 19, In attuazione di una procedura selettiva straordinaria per il reclutamento di 200 medici, presso la Direzione Territoriale INAIL di Cosenza è stata assegnata una unità di medico del lavoro.

Il Comitato ha preso atto della attività svolta e si è poi soffermato sulle malattie professionali, che sono state in numero inferiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, causa Covid. Inoltre, nella discussione è emerso che spesso queste le pratiche relative alle malattie professionali vengono rigettate, causa mancanza del DVR (documento di valutazione dei rischi) da parte aziendale. Per questo, sono stati chiesti maggiore attenzione e interventi ispettivi educativi e non punitivi.

Il Presidente Gerardo Calabria, con il Vice Presidente Domenico Lo Duca e il Comitato, ha espresso soddisfazione per il confronto avuto. La prossima riunione dell’organismo è stata fissata per la prima decade di dicembre.  (Comunicato stampa)

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