Corigliano Rossano – Il Liceo Classico di Rossano può vantare una tradizione di eccellenza che risale all’800 e che nel circondario ha sempre rappresentato un faro, capace di attrarre tanti giovani grazie all’alto livello di formazione erogata. Parlando del suo corpo docente, Mario Rizzo, allievo del Liceo, nel suo testo del 1987 “Rossano ieri e oggi”, dice: “Chi, infatti, potrà dimenticare il famoso professore di Scienze, Giacomo Albo, già Libero Docente, chiamato anche alla Presidenza dell’Istituto, ed il Prof. Granata, insigne Maestro di Filosofia ed il Prof. G.B. Pisano, della vicina Corigliano, Maestro di Letteratura Italiana? E tutti gli altri?”. Solo per ricordarne qualcun altro più lontano nel tempo: Giovanni Verso. Ma anche Biagio Cappelli e così via. Nomi oggi sconosciuti a tanti, ma sono stati insegnanti che, negli anni – allora come ora – con dedizione, passione e umiltà, hanno formato schiere di giovani diventati poi la classe dirigente del Paese. Sarebbe davvero interessante poter approfondire la biografia di ognuno. Intanto ci soffermiamo sulla figura del prof. Giacomo Albo.

Giacomo Albo

Nato a Grimaldi (CS) il 29 marzo 1871 da Francesco e Anna Mauro, giovanissimo fu obbligato a interrompere gli studi a causa della prematura morte del padre, emigrato in Brasile, e a dedicarsi quindi ai lavori manuali. Sentiva però che la sua strada era un’altra e nel 1887 riprese gli studi, nel 1894 si laureò a Palermo in Scienze Naturali e successivamente in Chimica. Nel 1896 intraprese la carriera universitaria come libero docente presso la Reale Università di Palermo, incarico che lo portò alla ribalta nazionale grazie alla sua attività di studioso di botanica e alla sua vasta produzione scientifica, il cui elenco è oggi in parte consultabile nel catalogo OPAC.

Verso la fine del 1902 si trasferì a Modica per insegnare scienze naturali negli istituti superiori, mentre contemporaneamente curava il locale Museo del Regio Istituto Tecnico.

In questa città conobbe Giovanna Ottaviano Tantillo con la quale nel 1903 convolò a nozze, legando così indissolubilmente la propria esistenza alla cittadina siciliana.

Durante gli anni dell’università a Palermo aveva abbracciato la fede socialista. E gli ideali politici, coniugati con la sua professionalità, lo portarono ad approfondire le potenzialità di sviluppo del settore agricolo, convinto com’era che questo settore rappresentasse un importante volano dell’economia nazionale, capace di sollevare le condizioni dei contadini. Politicamente vicino a Leonida Bissolati, fu amico personale di Turati, Treves, Labriola, Modiglioni e Matteotti.

Accolto come socio nel 1923 della Reale Accademia di Scienze, Lettere e Belle Arti di Palermo, nello stesso anno fece ritorno in Calabria, proprio a Rossano per insegnare nel ginnasio cittadino. La passione politica lo portò altresì a candidarsi nelle elezioni politiche del 1924 nelle liste del PSU, come rappresentante della Provincia di Siracusa. Com’è noto, queste elezioni si svolsero in un clima di pesante intimidazione che venne denunciato alla Camera da Giacomo Matteotti nella famosa seduta del 30 maggio. Albo in questa occasione fu destinatario addirittura di una lettera dell’ex compagno di partito Benito Mussolini che lo invitava a ritirare la candidatura e a cambiare “idea e partito, così come aveva fatto lui, perché restare socialisti significava restare vecchi in un’Italia giovane sulla via del cambiamento”. Il rifiuto gli costò l’emarginazione, ma l’episodio ebbe comunque risonanza sulla stampa dell’epoca e accrebbe l’immagine di Albo come uomo integerrimo non uso a piegarsi, anche a rischio di persecuzioni.

Nel 1924 vinse il concorso per preside presso il Liceo Classico di Rossano. Qui rimase fino all’anno scolastico 1938-39, quando – collocato a riposo per raggiunti limiti d’età – fece ritorno a Modica dove assunse la titolarità del Laboratorio di Biochimica Vegetale.

Con l’arrivo degli Alleati in Sicilia, nel 1943 fu nominato commissario della sua città di adozione per guidarla nel periodo di transizione verso la democrazia. A Modica si spense il 15 settembre 1969. Nell’occasione, il presidente Saragat, in un telegramma di cordoglio rivolto alla famiglia, così si espresse: “Nel commosso ricordo della sua figura di democratico e di studioso, limpido esempio di dirittura morale e umana, desidero far giungere ai familiari tutti l’espressione delle più sentite condoglianze”.

Modica, che lo ha sempre considerato un suo figlio, nel 1990 gli ha dedicato una scuola. Sarebbe significativo se anche il Liceo Classico rossanese valorizzasse questo suo dirigente che nel secolo scorso tanto contribuì ad accrescerne il prestigio.

Martino A. Rizzo

 

I racconti di Martino A. Rizzo. Ogni mercoledì su I&C

Martino Antonio Rizzo, rossanese, vive da una vita a

Firenze. Per passione si occupa di ricerca storica

sul Risorgimento in Calabria. Nel 2012 ha pubblicato

il romanzo Le tentazioni della

politica e nel 2016 il saggio Il Brigante Palma e i misteri

del sequestro de Rosis. Nel 2017 ha fondato il sito

anticabibliotecacoriglianorossano.it. Nel 2019 ha curato la pubblicazione

dei volumetti Passo dopo passo nella Cattedrale di Rossano,

Passo dopo passo nella Chiesa di San Nilo a Rossano,

Le miniature del Codice Purpureo di Rossano.

Da fotografo dilettante cerca di cogliere

con gli scatti le mille sfaccettature del paese natio

e le sue foto sono state pubblicate nel volume di poesie

su Rossano Se chiudo gli occhi.