I racconti dell’anima, un successo. Passa l’esame della critica |VIDEO



Successo di pubblico al Castello Ducale di Corigliano Rossano per la presentazione del volume “I racconti dell’anima” di Maria Curatolo, edito da Informazione & Comunicazione. Con le suggestive e suadenti note della band Rosso Falun, la prima pubblicazione monografica dell’autrice

ha dato vita ad una serata in cui poesia, prosa, arte e musica si sono sapientemente fuse offrendo un vero e proprio spettacolo che ha deliziato la platea. L’evento coordinato dalla redattrice Erminia Madeo, si è aperto con i saluti dell’assessore alla Città della Cultura e della Solidarietà Donatella Novellis che ha evidenziato l’importanza di dare visibilità ai talenti locali.

Maria Curatolo è una donna poliedrica e da sempre impegnata nel mondo del volontariato, Non a caso i diritti d’autore saranno devoluti all’Associazione Mondiversi Onlus – centro antiviolenza Fabiana di Corigliano Rossano. Un gesto apprezzato dal presidente dell’Associazione, Antonio Gioiello, che ha ringraziato l’autrice elogiando l’iniziativa.

Il libro è una raccolta di racconti impreziositi con le illustrazioni del l’artista Nikolina Marjanovic Scalise. Durante la serata alcuni passaggi sono stati letti dalla poetessa Anna Lauria,

Giovanni Torchiaro ha curato la prefazione del volume – frutto di un viaggio che dura da anni, in cui l’autrice ha sentito la necessità di dare al mondo l’insieme delle sue memorie e delle sue esperienze”.

Il prof. Giuseppe De Rosis, altro protagonista della serata, ha colto l’occasione per regalare un breve viaggio fra i grandi autori dei primi del novecento.

Con la pubblicazione del volume “I racconti dell’anima”, Informazione & Comunicazione inaugura la “Casa del libro”, un percorso che racchiude tutte le fasi, dall’editing alla stampa fino alla promozione.

Noi – afferma Maria Curatolo – siamo ciò che abbiamo attraversato, noi siamo il passato. L’animo umano, nella sua variegata forma, ha bisogno di raggiungere l’altro. La scrittura ci aiuta in tutto questo, scrivere è lasciare memoria. E senza memoria non c’è storia.

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