I medici si dimettono in massa e il Sant’Anna Hospital chiude: chi è ricoverato non sarà operato



Almeno una decina i camici bianchi che hanno abbandonato la clinica, da qui la sospensione delle attività chirurgiche e ambulatoriali. Nuova grana dopo la citazione in giudizio per il presunto danno erariale da 17 milioni e mezzo .

 

Potrebbe essere quello scritto ieri l’ultimo capitolo del travagliato romanzo che ha come protagonista il Sant’Anna Hospital di Catanzaro. La clinica privata – accreditata al servizio sanitario regionale – da mesi al centro dei dibattiti sanitari locali e, più di recente, anche di una inchiesta di natura contabile firmata dalla Procura della Corte dei Conti.

Il Sant’Anna chiude

Dopo la citazione in giudizio degli ex vertici della clinica per un presunto danno erariale del valore di oltre 17 milioni e mezzo, è arrivata ieri la nuova doccia gelata: una missiva inoltrata alla Regione, al Comune e all’Asp di Catanzaro con cui si comunica la immediata sospensione delle attività chirurghiche e ambulatoriali. Il nuovo stop non è però direttamente riconducibile alle recenti evoluzioni della inchiesta contabile bensì si lega a filo doppio all’organizzazione interna alla clinica; almeno secondo quanto si legge nella comunicazione.

Dimissioni di massa

Le ultime settimane all’interno del Sant’Anna si sono rivelate parecchio turbolente, soprattutto, dopo l’avvicendamento ai vertici del Consiglio di Amministrazione. La proprietà non ha inteso rinnovare la fiducia ai precedenti vertici nominandone di nuovi. Ma la notizia è stata tutt’altro che ben accolta in corsia, dove ha avuto inizio una diaspora di medici che ha infine obbligato a sospendere le attività chirurgiche.

Accreditamento a rischio

Almeno una decina i camici bianchi dimessi – e non è escluso che la slavina possa avere proporzioni più estese – con un duplice effetto sulle attività della clinica. In primo luogo, l’assenza di personale per effettuare gli interventi in programma e, secondariamente, la perdita dei requisiti ai fini dell’accreditamento con il servizio sanitario regionale. Nella clinica – per ora chiusa – restano i pazienti ancora contagiati (dopo il focolaio covid scoppiato nei giorni scorsi) in attesa di negativizzarsi ma che non potranno più sottoporsi all’intervento programmato e con ogni probabilità dovranno essere trasferiti in un’altra struttura.

di Luana  Costa FONTE LACNEWS24

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