Hospice Cassano Ionio. Il Pd chiede un incontro al Commissario dell’Asp di Cosenza

Il comune di Cassano all’Ionio abbraccia un territorio molto vasto con una popolazione di oltre 18mila abitanti, senza considerare che il suo sistema sanitario offre servizi ad un bacino ben più ampio dei confini comunali, che si estende a tutta la fascia dell’alto Ionio cosentino. Malgrado ciò, Cassano All’Ionio è stato sempre tenuto fuori dalle strategie regionali e nazionali in tema di programmazione sanitaria, e, questo pur avendo una struttura che racchiude Poliambulatorio, Hospice e un Centro analisi di altissimo livello, tanto che per gli elevati standard qualitativi, è diventato punto di riferimento per l’intera provincia, come per i Tribunali che si servono del Centro analisi di Cassano All’Ionio per la lavorazione delle analisi richieste all’interno dei percorsi giudiziari. Ciononostante il poliambulatorio ha subito negli anni una dolosa operazione di ridimensionamento per ciò che riguarda la dotazione organica, tecnologica e infrastrutturale, che ha prodotto inevitabili ripercussioni sulla quantità e qualità dei servizi offerti.
La situazione attuale vede la struttura funzionare in maniera parziale e disorganizzata: due piani dell’immobile sono inutilizzati, un’altra parte è occupata dall’ Hospice che svolge egregiamente le proprie funzioni, la restante parte è adibita a Poliambulatorio e Centro analisi che. Occorre rilanciare un’opera di potenziamento del Poliambulatorio attraverso un piano di assunzioni di nuove professionalità e nuovi servizi (personale medico specialistico, infermieristico e ausiliario) e un’opera di manutenzione straordinaria per intervenire su un’immobile gravato da anni di abbandono e degrado strutturale. Nell’immobile ha anche sede attualmente il SUEM 118. Anche in questo caso il servizio non opera a regime per carenza del personale necessario e previsto dai Piani operativi dell’Asp. All’inizio del mese di agosto 2020, è stata attivata l’U.S.C.A. che però non ha mai sviluppato a pieno le proprie funzioni per la mancanza del numero di personale richiesto e necessario ad erogare prestazioni di assistenza in una fase di emergenza pandemica. L’Unità è dotata di un solo medico (che, per giunta, presta servizio anche per altri comuni dell’Alto Jonio) e dispone di altri collaboratori ma nessuno a tempo pieno: un’infermiera, un dottore della Guardia medica quando disponibile e un operatore amministrativo “in prestito” per poche ore di mattina. Ciò determina che il paramedico responsabile delle operazioni di tracciamento, dovrebbe contemporaneamente sovrintendere alle vaccinazioni (e non solo per il comune di Cassano All’Ionio) oltre che ad ogni altra eventuale richiesta. È di tutta evidenza che un tale livello di (dis)organizzazione non consente di mettere in campo una efficace azione di contrasto al Covid e, non ci permetterà di gestire i passaggi cruciali dei prossimi mesi, che saranno incentrati sulla necessità di avviare e portare a compimento la campagna vaccinale. Nonostante gli immani sforzi e sacrifici del personale, costretto a lavorare più di 12 ore al giorno, trascurando anche i propri affetti, per soccombere la mole di lavoro di tutti i giorni, in queste condizioni la struttura di Cassano All’Ionio è impossibilitata a svolgere efficacemente il proprio lavoro, atteso l’elevato numero di contagi registrati sul territorio che hanno portato il Comune in zona rossa. L’U.S.C.A. potrebbe anche effettuare i tamponi e intervenire nella fase successiva del processamento, dal momento che, per mancanza di personale, è stato addirittura bloccato il tracciamento dei contatti con tampone e la struttura di Corigliano-Rossano, individuata per gestire il processamento dei tamponi molecolari, versa in condizioni di difficoltà e non riesce a lavorare tutti i tamponi che riceve. Tutto ciò ha comportato per l’USCA di Cassano, una settimana di stop con i tamponi molecolari e, di conseguenza, il rilascio dei contatti covid al dodicesimo giorno di quarantena, senza sottoporre tali soggetti a tampone, con la speranza che gli stessi non siano positivi asintomatici. Evidentemente ciò sarà possibile a patto di dotare la struttura dell’attrezzatura necessaria per processare i tamponi molecolari e del personale sanitario in numero sufficiente per garantire un’assistenza coerente con gli standard richiesti. L’ex commissario dell’Asp Bettelini, si era impegnata a promuovere un Piano di valorizzazione del Poliambulatorio e un ampliamento del Centro analisi, ma a distanza di un mese dalla scadenza del mandato nulla di tutto ciò è avvenuto. Questa struttura necessita di essere ampliata e valorizzata nella prospettiva di un miglioramento dei servizi offerti e nella consapevolezza che le palesi difficoltà riscontrate nella gestione dell’emergenza, a causa di così rilevanti carenze organiche e strumentali, rendono improduttivi gli sforzi compiuti dagli operatori e determinano pesanti ricadute sulla popolazione, in termini di mancata garanzia dei servizi e dei LEA. Inoltre, come già evidenziato dal sindaco di Cassano All’Ionio durante la prima fase dell’emergenza sanitaria, l’Hospice ha tutte le caratteristiche necessarie per diventare un Covid hotel dove prestare cure adeguate ai pazienti Covid-positivi. L’immobile infatti si presenta in condizioni adeguate, ha spazi sufficienti per implementare un numero importante di posti letto ed è già dotato di servizi essenziali.
Tutto ciò premesso, formalizziamo alla Vs attenzione la richiesta di un incontro urgente per sottoporre al nuovo commissario dell’Asp di Cosenza le problematiche riscontrate, con l’auspicio che si possa avviare un confronto risolutivo della condizione di abbandono sanitario in cui versa il Comune (Comunicato stampa).

Gianluca Pio Falbo, Commissario PD Cassano All’Ionio

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