Granieri (Fdi-An): «Sì alla fusione, atto di responsabilità»



 

«Se volessimo citare fra le definizioni del termine fusione, quella che più mi colpisce è la riunione di due o più elementi utili a formare un unico organo giuridico, economico-amministrativo e politico. Volendo, quindi, mutuare tale definizione alla fusione di Corigliano e Rossano significherebbe mettere in comune tutte le peculiarità, le prospettive di crescita e sviluppo, le ricchezze culturali, architettoniche, storiche e commerciali, semplicemente per quell’assioma secondo cui da sempre l’unione fa la forza».

Maria Granieri, così si esprime a poche settimane dal voto. Profonda sostenitrice della ragioni del sì, così come tutto il partito, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia evidenzia soprattutto come oggi non ci si debba e possa perdere in «sterili polemiche».

«Una realtà non escluderà l’altra – specifica – ma, al contrario, insieme si raddoppieranno tutte le potenzialità. Nelle varie manifestazioni alle quali ho partecipato, si è dato sfogo ad animi insoddisfatti, e mai messi a confronto, di due amministrazioni non adeguate al governo del nostro territorio. Per questo oggi non possiamo perderci in accuse sterili. Viviamo in un contesto socio-economico in crisi ma abbiamo la possibilità di utilizzare degli strumenti che possono aiutarci, una proposta di legge ed il referendum alle porte che potrà cambiare, in meglio, il destino di questo territorio e dell’intera Piana di Sibari. E’ notorio, infatti che una città di 80 mila abitanti, col tempo sposterà quegli equilibri socio-economici e politici, per troppo tempo ossidati altrove. Divenire la terza città della Calabria in termini demografici e la prima per territorio non sarà certo elemento di poco conto. Potremo vantare un potere contrattuale ben diverso con Regione e Governo centrale ed un peso specifico cospicuo anche nelle stanze dei bottoni della politica che conta».

Il 22 ottobre, secondo Maria Granieri «saremo chiamati ad un grande senso di responsabilità: potremo ridare speranza al nostro territorio. Responsabilmente, nella qualità di classe politica di oggi, è un obbligo per noi quello di provare a posare la prima pietra di una strada che, visti i benefici anche di legge, potrà aprirsi allo sviluppo, mai spiccato, della città che fungerà da guida all’intera Sibaritide. Ci corre, ancora, l’obbligo pensare alle future generazioni, ai nostri figli. Per questo invito tutti a riflettere ed a non lasciarsi condizionare da chi politicamente vorrà imporsi successivamente. Saranno, ove dovesse vincer il Sì, i cittadini poi ad eleggere la nuova classe dirigente. Nessuno potrà negare il sacrosanto diritto al voto e di poter scegliere il meglio per il governo di questa nostra grande città».

«Il mio augurio sincero – termina Maria Granieri – è che il popolo voti, si rechi alle urne per dare mandato a chi meglio lo potrà rappresentare e tutelare, svicolandosi da quella sottomissione quasi secolare del “favore ricevuto” che dovrebbe essere invece un diritto. Sono convinta che a quel punto tutto cambierà. Io il 22 ottobre voterò Sì alla fusione di Corigliano-Rossano!»

(fonte: comunicato stampa)

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