Giustizia, due anni di attesa per la prima udienza!



Quand’è che lo Stato fallisce? In molte occasioni. Innanzitutto per ragioni economiche. L’Italia, ad esempio, con il suo enorme debito pubblico, è uno Stato fallito. Ma il fallimento raggiunge quando non riesce a dare risposte alle esigenze primarie dei cittadini. Ebbene, se per vedersi riconosciuto un sacrosanto diritto pensionistico un cittadino anziano presenta un ricorso giudiziario nell’aprile 2017 e si vede fissare da un giudice del lavoro la prima udienza nel gennaio 2019, beh allora siamo in presenza di un vero e proprio fallimento dello Stato. E’ quanto accade al Tribunale di Castrovillari, sezione lavoro. La storia è questa: un cittadino, già in pensione da qualche anno, decide di fare ricorso giudiziario nei confronti dell’Inps per vedersi riconosciuto, ai fini contributivi e, quindi, pensionistici, l’anno di militare svolto in gioventù. Questo dopo aver presentato, un anno prima, domande semplici e ricorsi amministrativi direttamente all’Ente di previdenza nazionale. Senza alcun risultato utile. E poi questo abissale e illogico periodo di tempo per la prima udienza in Tribunale. Ma quello di Castrovillari non era uno dei Tribunali (dicevano…) più efficienti? Sono soltanto fandonie. La lentezza giudiziaria viene pagata a caro prezzo dai cittadini. Che ottemperano a tutti i passi previsti dalla legislazione, salvo poi dover soccombere, sempre, davanti a decisioni monocratiche e senza appello della magistratura. I tempi della giustizia del Tribunale di Castrovillari sono questi. Una vergogna! Un cittadino anziano, che guadagna poche centinaia di euro di pensione, dopo aver lavorato duramente per una vita intera, può aspettare due anni per la prima udienza di una causa che lo vede molto probabilmente vincitore? E’ assurdo. Eppure ciò che stabilisce il giudice non si discute. E se ci si permette a sostenere che chiudere il Tribunale di Rossano è stato un errore gravissimo, anche per questi motivi, si rischia perfino di essere derisi. La vicenda specifica ha del paradossale. La Circolare Inps n.222/1969, infatti, stabilisce che il richiedente iscritto alla gestione degli artigiani ed esercenti attività commerciali ha diritto ad ottenere l’accreditamento dei contributi figurativi per il servizio militare. Il Messaggio Inps del 21 gennaio 2011, inoltre, ha disposto che in relazione alle istanze dei pensionati tese ad ottenere la ricostituzione della pensione, queste devono essere accolte. Allora: alle domande e ricorsi amministrativi presentati nel 2016 dall’anziano signore l’Inps ha risposto negativamente. Poi nell’aprile 2017 si decide di presentare ricorso giudiziario e la Giustizia cosa fa? Stabilisce la prima udienza nel gennaio del 2019. Due anni. Tre, dall’inizio della storia. Un’eternità. Che, soprattutto per rispetto umano nei confronti di una persona anziana, non sta né in cielo né in terra. E’ una questione di buon senso. Di ragionevolezza. Che forse chi ha il potere di decidere e di disporre non tiene in conto. Non si tengono in conto gli aspetti umani. In un mondo che sta andando completamente allo sfascio anche a causa di questa mancanza di umanità. Questi sono argomenti su cui si dovrebbe decidere il più in fretta possibile. Perché se a lor Signori cento euro in più al mese non fanno né caldo né freddo, a un comune pensionato possono fare certamente comodo. Per pagare bollette sempre più salate, tasse sproporzionate rispetto ai benefici, imposte e gabelle varie. Si rifletta su questi dati. E se la risposta è “ma questi sono i tempi della giustizia”, allora cercate di far funzionare meglio questo Tribunale di Castrovillari. Anzi: si riapra al più presto il Tribunale di Rossano e lo si faccia funzionare. Perché i diritti non possono aspettare. I cittadini non possono essere mortificati in questo modo vergognoso e oltraggioso verso la decenza umana.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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