Giustizia, attacco hacker anche al Tribunale di Castrovillari

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Il Tribunale di Castrovillari

Tribunali in tilt per un probabile attacco hacker che ha colpito i servizi informatici degli uffici giudiziari sull’intero territorio nazionale. E, tra questi, anche quelli del Palazzo di Giustizia di Castrovillari dove sono state bloccate le caselle di posta elettronica.
Disagi enormi a livello nazionale sul fronte del processo civile telematico mentre il Csm lancia l’allarme: migliaia di magistrati hanno ricevuto in tutta Italia un alert che li avvisava del blocco delle loro caselle di posta elettronica e degli accessi alla piattaforma per il processo civile telematico. L’allarme riguarderebbe in parte anche la giustizia penale, dove il blocco si sarebbe limitato però esclusivamente al sistema utilizzato dalle Procure più avanti con la digitalizzazione per pubblicare le notizie di reato e assegnare i fascicoli.
Per come riportato da testate giornalistiche nazionali (Corriere della Sera; Il Messaggero), i tecnici del ministero della Giustizia, 8 minuti dopo la mezzanotte del 14 novembre, hanno avvisato che «sono stati interrotti i servizi informatici per tutti gli uffici giudiziari dei distretti di Corte di Appello dell’intero territorio nazionale», in seguito a «una segnalazione del fornitore dei servizi di Posta elettronica certificata» (Pec): espressione che sintetizzerebbe l’accenno a un attacco informatico al fornitore Telecom nel centro dati di Pomezia, dove in tre edifici l’azienda gestisce 4.200 server. I capi degli uffici giudiziari vengono invitati a cambiare prudenzialmente le password di accesso alle utenze Pec utilizzate dai propri dipartimenti, non si sa se cadute in mano agli hackers. E si bloccano le basi-dati che abbiano qualche connessione con la Pec, a cominciare dal Processo civile telematico (Pct). Un blocco di questo tipo «paralizza l’intero mondo della giustizia civile, perché gli avvocati non possono depositare gli atti e i giudici non possono fare i processi, visto che non vedono gli atti né possono redigere verbali» ha affermato il consigliere Gianluigi Morlini (Unicost), giudice civile prima di approdare al Csm. Nel corso del plenum del Consiglio Superiore della Magistratura è stata anche presentata una apposita interrogazione al ministro della Giustizia Bonafede per conoscere le iniziative che si intendono assumere “per evitare il ripetersi di così gravi attacchi informatici” e per sapere “se intrusi abbiano potuto accedere al sistema e acquisire dati sensibili o coperti da segreto investigativo”.

Quanto è accaduto ha bloccato l’intera rete della Giustizia fermando, per ore, l’attività di tutti i tribunali.

“Non è stato un attacco di hackeraggio del sistema Giustizia, da quello che mi risulta dalle informazioni che sto apprendendo, questo attacco riguarda solo indirettamente il sistema giustizia”, ha sottolineato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. “Stiamo provvedendo – ha aggiunto – perché c’è stato un malfunzionamento del sistema che ha praticamente bloccato l’attività telematica dei tribunali. Il ministero sta prontamente prendendo tutti i provvedimenti necessari”.

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