Fusione, Orlandino Greco: incomprensibile questa “fretta”

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Fusione sì, ma non con queste modalità e, soprattutto non con questa fretta. Usa proprio la parola “fretta” il consigliere regionale Orlandino Greco a proposito della fusione dei comuni di Corigliano e Rossano, iter già avviato anni addietro e segnato dall’approvazione della prima delibera nel 2015, a cui è seguita la seconda nel 2016, nonché dalla fissazione da parte della Regione Calabria del referendum consultivo per il prossimo 22 ottobre. Greco, firmatario della proposta di revisione della normativa regionale unitamente al collega Franco Sergio, evidenzia la necessità di un contesto legislativo meglio definito, soprattutto di fronte ad una ipotesi di fusione, quale appunto quella di Corigliano e Rossano, di portata storica. “V’è necessità in Calabria – afferma Orlandino Greco – di lavorare bene, favorendo le giuste autocritiche e proponendo le migliori soluzioni legislative. La proposta di legge sul tema delle fusioni presentata insieme al collega Sergio, visti anche i pareri positivi espressi da illustri studiosi della materia, potrebbe essere la soluzione definitiva introducendo anche un nuovo modello normativo che possa essere da esempio per le altre regioni. La fusione dei comuni di Corigliano e Rossano rappresenta per il suo valore strategico una vera e propria sfida politica, economica e istituzionale per la Calabria, i cui effetti non possono essere in alcun modo sottovalutati. In tal senso non si capisce, a meno di non voler pensare che ci siano interessi diversi da quelli di garantire la formazione di un ente solido e stabile – rimarca – la fretta con la quale si spinge verso una fusione così importante in un contesto normativo così incerto. L’auspicio, invece, è che si intervenga nell’immediato per modificare la legge regionale che fa acqua da tutte le parti per poi arrivare con serenità, consapevolezza e conoscenza alla costruzione di una città unica in grado di garantire stabilità economica e solidità sociale”. Per Greco sono “quasi impossibili le previsioni di ciò che accadrà (dopo) per la fusione di Corigliano e Rossano senza l’elaborazione di un’ipotesi di bilancio che fornisca prova della sua sostenibilità, di una bozza di statuto che lasci intravedere le giuste regole di funzionamento democratico del nuovo comune, e di una idea concreta dell’organico che dovrà essere il più funzionale possibile al bisogno burocratico e per nulla offensivo del personale dei comuni da estinguere. A tutto questo è ovviamente da aggiungere un progetto industriale di superamento della programmazione urbanistica (e non solo) dei singoli comuni da dovere necessariamente mettere insieme in una logica di pianificazione unica. Limitarsi a fare il mero elenco dei pro e dei contro, supponendo di fare prevalere gli uni sugli altri, è pratica illusoria, oltre che irresponsabile e offensiva nei confronti dell’utenza civica che ne subirà le conseguenze”.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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