Fusione. Muro contro muro tra le due amministrazioni



Rossano- Botta e risposta tra l’amministrazione comunale di Corigliano e quella di Rossano. Pomo della discordia: la proposta di fusione dei due comuni, oggetto di materia referendaria da sottoporre al corpo elettorale. Il sindaco Giuseppe Geraci aveva manifestato la necessità al collega rossanese nei giorni scorsi di convocare un consiglio comunale congiunto al fine di prorogare di 90 giorni il referendum perché si realizzasse lo studio di fattibilità e si desse vita alla modifica referendaria ( quorum e bacino). Il sindaco Mascaro, il presidente del consiglio comunale Rosellina Madeo e i capigruppo consiliari respingono tale proposta. E in una nota scrivono:« Con rammarico constatiamo, da parte vostra, il mancato riscontro al nostro documento; approvato all’unanimità con Delibera n. 54 del 11 settembre 2017 del Consiglio Comunale di Rossano (ricevuto dal Comune di Corigliano con Prot. 45599 del 13.09.2017). Con cui è stato ribadito con forza il Si al progetto di fusione e al Referendum consultivo del 22 Ottobre prossimo e approvato le linee guida per realizzare la Città Unica.Riteniamo anche noi che sia opportuno e necessario – e lo abbiamo anche scritto nel nostro documento – un incontro tra le due Assise già dal 23 Ottobre p.v.; soprattutto qualora dovesse essere prevalente il sì nelle due città. Infatti, la Legge Regionale n.13 del 05 aprile 1983 all’art. 44 comma 2 (così come modificato dall’articolo 16 comma 1 della Legge Regionale n.43 del 27.12.2016, laddove sopprime le parole “complessivi dell’intero bacino elettorale” come più volte detto, e, come chiarito ultimamente anche da prof. Viscomi, V. presidente della Giunta Regionale ed estensore della succitata norma) prevede che solo in caso di vittoria del si in ciascuno dei due comuni coinvolti si avvierà la fase di costituzione della nuova città di Corigliano Rossano. Solo allora, infatti, se prevarrà la volontà di fusione sia a Corigliano che a Rossano si dovrà necessariamente procedere ad un’armonizzazione politico amministrativa; che con i tempi necessari sia in grado di porre le basi per quella che potrebbe essere la terza Città della Calabria. Riteniamo, invece, impossibile dal punto di vista giuridico, un ulteriore differimento della data del referendum; oltre a quello già ottenuto in seguito alla richiesta dei due sindaci del 23 febbraio scorso. Che ha portato il Consiglio Regionale a modificare con la Legge n.10 del 06.04.2017 i tempi previsti per le consultazioni referendarie. Anche alla luce del fatto che i comizi elettorali sono stati già da tempo indetti. Ci auguriamo che nei giorni che verranno ci sarà un clima più disteso e sereno; di cui hanno bisogno i nostri concittadini e che è onere e onore degli amministratori provare a creare”.

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