Fusione, l’incertezza del sindaco Geraci

fusione

A poche ore dall’audizione in commissione regionale, la questione della fusione dei comuni di Corigiano e di Rossano fa registrare continui cambiamenti di rotta. Il problema è il Comune di Cassano il cui sindaco Papasso, contrariamente a quanto dichiarava anni or sono (sindaco di Rossano all’epoca Filareto), chiede una fusione a tre teste. Il sindaco di Corigliano Giuseppe Geraci accoglie la proposta e rilancia chiedendo a Papasso di deliberare sul punto. Al momento nessuna risposta è giunta da Cassano. Fatto sta che tra poche ore Geraci dovrà recarsi in audizione e confermare quanto contenuto nella delibera consiliare del Comune di Corigliano che vuole la fusione dei soli comuni di Rossano e Corigliano aprendosi comunque al territorio. Inserire Cassano in questo frangente significa azzerare tutto il lavoro finora svolto e partire daccapo. La via maestra è invece quella di continuare nell’iter intrapreso verso il referendum. E poi, se i cittadini si esprimeranno favorevolmente, annettere il comune di Cassano e di Crosia. Nelle ultime ore, in sede di consiglio comunale, il sindaco Geraci ha posto altre perplessità sulla scorta di quanto afferma il consulente di provenienza cosentina, il prof.Iorio, il quale paventa ripercussioni finanziare in caso di fusione. Da qui la richiesta di Geraci di prendere ulteriore tempo. Intanto il comitato delle cento associazioni pro-fusione introduce la teoria del “benaltrismo”: “Quando c’è sul tappeto una proposta concreta, seria, praticabile, magari già instradata, d’un tratto- afferma il coordinatore Amerigo Minnicelli- appare qualcuno, a volte autorevole (a volte meno) che propone un’altra cosa in superamento. Il risultato? Non se ne fa più niente, di niente. Nell’ormai annosa vicenda, complessa e importante per i destini presenti e futuri della Piana, volta a Fondere i due Comuni di Corigliano e Rossano, se ne sono lette di tante e di più. Però dopo l’Appello delle Associazioni del gennaio 2014 rivolto ai Cittadini e alle due Amministrazioni cui si giunse con laboriosa discussione durata quasi due anni; dopo che nel gennaio 2015 il Consiglio Comunale di Rossano ha deliberato favorevolmente e dopo che nel febbraio 2016 lo ha fatto quello di Corigliano Calabro, sembrava tutto chiarito. Invece, c’è stato qualcuno che si è svegliato ed ha cominciato a parlare di allargamento del Procedimento al Comune di Cassano Jonio. Quindi nel dicembre scorso, in un’affollatissima riunione del Comitato 100 Associazioni pro Fusione, indetta per discutere la relativa Proposta di Legge Regionale dell’On. Giuseppe Graziano, il Sindaco Gianni Papasso, da noi invitato assieme ad altri Sindaci del Comprensorio oltre quelli di Corigliano e Rossano (pure presenti), intervenne dicendosi disposto ad aprire una discussione sul suo coinvolgimento nel Progetto. In quella sede: il Sindaco Mascaro, il Delegato del Sindaco di Corigliano Turano, il Sindaco di Crosia, l’On. Giuseppe Graziano, chi scrive quale Coordinatore del Comitato, quindi, possiamo dire, tutti i presenti dichiararono che le ipotesi di allargamento della Fusione ad altri Comuni, pur apprezzabili e interessanti, non potevano riguardare questa prima fase concernente il Nucleo Urbano già esistente di Corigliano-Rossano, bensì l’immediato futuro anteriore a quell’evento ormai prossimo alla fase Referendaria. Si pensava con ciò di avere sgomberato il campo da proposte che avrebbero significato solo interrompere un processo certo per cominciarne un altro incerto e forse anche improbabile. Appunto il “benaltrismo”. È pertanto saggio che della “Città di Sibari” si possa parlare utilmente solo dopo l’operata Fusione dei due nostri Comuni che sarà l’elemento propulsore”.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati: