Fusione, il gruppo “Mascaro Sindaco” costituito al Tar



ROSSANO Il gruppo consiliare “Mascaro sindaco” (Piero Lucisano, Patrizia Curia, Nunzio Farfalla, Giuseppe Falco, Paolo Librandi, Enza Curia) ha deciso di costituirsi in giudizio al Tar affindando l’incarico al noto amministrativista Oreste Morcavallo al quale viene riconosciuto il merito di patrocinare gratuitamente l’opposizione al ricorso presentato nei giorni scorsi avverso la celebrazione del referendum sulla proposta di fusione dei due comuni. Intanto, il consigliere comuanle Piero Lucisano esprime pieno disappunto e sconcerto circa l’atteggiamento antidemocratico dimostrato dal sindaco Geraci che «non ha mai voluto la fusione e che nonostante una delibera di consiglio, nonostante il mostrarsi favorevole ad essa , probabilmente oggi si nasconde dietro alcuni consiglieri che hanno promosso il ricorso, arrampicandosi sugli specchi per giunta bagnati e molto più scivolosi. Gerari si erge a grande giurista e a novello Pericle. Il 12 di agosto pare si voglia addirittura procedere al ritiro della delibera comunale che diede vita all’iter referendario. Atto- afferma Lucisano- assolutamente anti democratico verso il quale eventualmente già da oggi annunciamo la eventuale impugnazione perché sarebbe uno grave sgarbo democratico quello di non fare esprimere il popolo . Forse si è arrivati ad oggi perché qualcuno ha capito che l’aria è cambiata anche a Corigliano ? Forse qualcuno ha capito che non c’è più trippa per gatti e che è probabile la vittoria del si pure a Corigliano ? Chi ha paura di perdere cosa ? Chi ha da tutelare interessi politici personalistici ? Mi auguro- incalza l’ex assessore provinciale- che qualcuno abbia un attimo di lucidità e riesca per poco a pensare all’interesse del popolo e delle future generazioni. La gente sappia per davvero chi sono i nemici del territorio! Qualcuno chieda le dimissioni di un sindaco e di eventuali consiglieri che prima votano una cosa che cosa vogliono con la speranza che non si realizzi e poi quando si accorgono che il popolo inizia ad essere attento più preparato presente e sovrano allora stop a tutto.Questa per noi rappresenta la vergogna delle vergogne alla quale si aggiunge purtroppo qualche nuovo don Chisciotte Rossanese finto amico del popolo . La gente mediti e si determini di conseguenza». Secondo Lucisano sono decisamente carenti le motivazioni addotte da chi pensa di dover revocare l’atto d’impulso che propone l’allargamento a Cassano e ad altri territorio. Proposta questa già conteplata tra l’altro nel corpo della stessa delibera, per cui Cassano può essere integrata per annessione anche successivamente al referendum. Per Lucisano o si fa ora la fusione o «mai più!». Anche i grillini tuonano:«Niente sgambetti». E’ quanto afferma il Meetup Rossano per il tramite del loro attivista Cataldo Capalbo:«Il nostro meetup è favorevole ad un processo di fusione fra i due comuni nel pieno rispetto delle regole, rispetto che dovrà essere certificato dal TAR Calabria. Non potrebbe essere diversamente dal momento che la decisione dovrà essere espressa tramite referendum che è la massima espressione di democrazia diretta prevista dal nostro ordinamento giuridico. Vedere però richiesto, a Corigliano Calabro, un consiglio comunale d’urgenza sul tema fusione, a pochi giorni dalla prima udienza del Tar lascia alquanto interdetti e, se come si vocifera, verrà proposta la revoca dell’atto d’ impulso per presunti illeciti procedurali, saremo di fronte all’ennesimo schiaffo alla democrazia. Solo i cittadini possono esprimersi sulla fusione e solo un organo della magistratura può esprimersi sulla correttezza dell’iter legislativo. Un eventuale provvedimento di revoca dell’atto di impulso equivarrebbe a mettere un bavaglio ai cittadini sovrani. Se “No” dovrà essere che siano i cittadini ad esprimerlo».

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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