Franco Arminio chiude il Festival delle Spartenze

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Paludi (Cosenza), 05 agosto 2018 –“Bisogna guardare i paesi con gli occhi di un giovane che guarda una bellissima donna”: con i versi di Franco Arminio, poeta “paesologo”, si chiude Festival delle Spartenze, la manifestazione organizzata dall’associazione Assud che ha animato nelle giornate 2-5 agosto i comuni della provincia cosentina Paludi, Rossano, Cropalati. Grande riscontro da parte del pubblico per gli appuntamenti in agenda, con serate, come quelle animate dal concerto a due voci tra Otello Profazio e Peppe Voltarelli che hanno visto a Paludi oltre duemila persone.

Sono molto soddisfatto dell’offerta culturale che abbiamo proposto – commenta il direttore del Festival Giuseppe Sommario – poiché la risposta del pubblico c’è stata. E questo ci motiva anche per gli anni a seguire e a programmare una tappa del Festival anche all’estero. In primavera infatti saremo in Svizzera. Sono convinto che la strada della cultura può essere davvero una occasione, accanto a programmi di sviluppo locale, utile a far “crescere” anche demograficamente, ripopolare, il nostro territorio e i borghi abbandonati creando sinergie con italiani andati in altri Paesi e italiani rimasti nel paese d’origine”. E aggiunge: “per il prossimo anno ripeteremo il CalabriaInCampus che ha condotto un gruppo di dieci ragazzi, calabresi, milanesi, canadesi, argentini alla scoperta di una terra a loro sconosciuta, sebbene molti di essi vivano già nella nostra Calabria, o magari raccontata dai nonni emigrati altrove, e soprattutto a raccontarla verso l’esterno, utilizzando i mezzi della comunicazione tradizionale e social”. “Ripeteremo anche il Raduno dei ricercatori, docenti, formatori calabresi nel mondo – sottolinea Sommario – per noi questo è un punto di inizio e non di arrivo. Con molti di loro inizieremo, già da settembre, a lavorare per progetti che possano avere ricadute positive sul territorio nel quale siamo nati, in modo da restituire qualcosa ai luoghi oggi in via di abbandono che ci appartengono e che ci hanno reso così curiosi e così perseveranti nel raggiungere i nostri obiettivi e inseguire le nostre carriere tanto da costringere, come è avvenuto per molti, a partire e lasciare la Calabria alle spalle. Lo consideriamo un ritorno necessario e doveroso, anche se non sempre fisicamente inteso”. Tra le personalità presenti al raduno Giovanni Maria De Vita (Capo ufficio I, Direzione Generale Italiani all’Estero-Ministero degli Affari Esteri) che ha evidenziato come questa iniziativa “sia un’opportunità molto significativa per discutere di come recuperare la mobilità dei ricercatori italiani: c’è bisogno di decisioni politiche, di investimenti, di creare un tavolo che possa elaborare iniziative concrete basate sulle esperienze vissute dagli stessi ricercatori italiani, in questo caso soprattutto dai ricercatori calabresi”

(fonte:comunicato stampa )

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