Forza Italia, giovani Rossano riflessione sul referendum del 4 dicembre

Libertà

In questi giorni un gruppo di giovani rossanesi si sono ritrovati insieme, uniti da un’unica ideologia politica, quella della destra di Forza Italia, sotto la guida del On. Giuseppe Graziano che è il Coordinatore Provinciale di Forza Italia e supportato da Vincenzo Trotta Coordinatore Giovane Provinciale di Forza Italia di Luigi De Rose Coordinatore Forza Italia Giovani Calabria. Hanno ricostituito il Coordinamento dei Giovani del Partito di Forza Italia, uniti dal motto: “Il futuro è nelle mani dei giovani, uniti oltre la visione comune”. In previsione del referendum del 4 dicembre il Coordinamento dei giovani di Forza Italia si è schierato, unendosi alle direttive dei vertici di Partito, a favore del NO. “La forza di dire NO – dice Antonio Vitale Coordinatore dei Giovani di Forza Italia Rossano – si vede in ognuno di noi che ogni giorno si batte per difendere i propri diritti, sostenendo le proprie ragioni e informando tutte le persone che ci circondano”. La Costituzione è un patrimonio comune, il cui testo va migliorato ma non manomesso.

FORZA ITALIA , GIOVANI ROSSANO

Quella propinata da Renzi è la riforma di una minoranza che, grazie alla sovra rappresentazione parlamentare fornita da una legge elettorale dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale, è divenuta maggioranza solo sulla carta. Una simile maggioranza non può spingersi fino a cambiare, con un violento colpo di mano, i connotati della Costituzione. Il nostro pensiero comune è: “Bisogna dire No perché, con un uomo solo al comando, salterebbe l’equilibrio tra i poteri costituzionali. Bisogna dire No perché così non si supera il bicameralismo le funzioni attribuite al nuovo Senato sono ambigue, così come le modalità di elezione dei senatori. E bisogna dire No perché con questa riforma non funzionerebbe più il riparto di competenze tra Stato, Regioni e autonomie locali, e si introdurrebbero profonde lacune. Tra i motivi del No c’è anche il fatto che si sostituisce il centralismo al pluralismo e alla sussidiarietà, creando inefficienza. E No anche perché, pur riducendo il numero dei senatori, non si tagliano i costi della politica: anzi, aumenteranno, così come i prevedibili conflitti tra Camera e Senato. Tutti insieme possiamo farcela, quindi il 4 dicembre #iovotono.

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