Corigliano Rossano – Nel Centro Storico di Rossano, nel quartiere di San Biagio, esiste un piccolo slargo denominato “a crucicchia” dove si nota una colonna in calcare grigio alta 253 centimetri, su cui è incisa una croce. Si tratta dell’unico resto di una chiesa del X secolo che era dedicata prima a San Teodoro e poi a Sant’Isidoro. Il de Rosis dice che nel 1730 la chiesa si incendiò e da allora la sede della parrocchia venne trasferita. Così col passare del tempo tutto andò in malora e quello che resta oggi è solo questa colonna. A una osservazione superficiale, la colonna potrebbe non suscitare alcun interesse in quanto facilmente confondibile con altre simili. Il prof. Biagio Cappelli, stimato storico dell’arte che insegnò al Liceo Classico di Rossano negli anni ’50 e che tanti studi ha condotto sui beni artistici della Calabria e di Rossano, in un suo saggio del 1955 si è soffermato sulla croce impressa sopra la colonna che ha una valenza decorativa e al tempo stesso liturgica. E da questo studio sono tratti gli argomenti presenti in questo articolo. Trattasi di una piccola croce, posta a circa due terzi dell’altezza della colonna, a bassissimo rilievo, con le estremità dei bracci leggermente espanse. Questo particolare accomuna la colonna ad altri monumenti religiosi italiani. Infatti una croce così fatta – dice sempre il Cappelli – è possibile ritrovarla su una colonna della Cattolica di Stilo, su una colonna della distrutta cattedrale di Mileto ed è presente all’ingresso di una grotta nei pressi di Stilo. La crocetta di Rossano manca dell’iscrizione, presente invece su quella della Cattolica di Stilo, ma si sviluppa tra due racemi fogliati che si innalzano da un piccolo vaso fornito di alta base. Il vaso, sempre secondo lo studioso, potrebbe rappresentare un “albero della vita” che si innesta alla croce e ha analogie iconografiche con i marmi di S. Apollinare Nuovo di Ravenna.

Il rione di San Biagio non è distante dalla grotte eremitiche di Pente e di San Nicola al Vallone e questa considerazione, unita all’altra che le croci presenti a Stilo decoravano una chiesetta che serviva per le riunioni degli eremiti presenti nelle vicinanze, fa presumere a Cappelli che anche la chiesa di Sant’Isidoro avesse la medesima funzione di incontro, di luogo dove gli eremiti, che abitavano nelle vicine grotte, trovavano un tetto sotto il quale “raccordarsi” tra loro quando era opportuno o necessario. Comunque sia non c’è dubbio che questa semplice colonna in calcare di 253 centimetri si porta dietro mille anni di storia e di domande. E a vedere le foto in apertura, una del 1955 e una del 2018, sorge spontanea la domanda: perché abbandonarla al degrado e quindi prima o poi perderla? Non sarebbe meglio cederla al Museo Diocesano? Beninteso, presupponendo che il Museo la accolga. Così si è verificato con lo specchio greco rinvenuto nel 1906 a Santo Stefano e con l’affresco dell’Annunciazione del XV secolo, che precedentemente era collocato nella Chiesa diroccata dell’Annunziata in Contrada Celadi a Corigliano-Rossano,  recentemente poi donato al Museo dalla Famiglia Minnicelli. In tal modo, sarebbe preservata un’opera d’arte e una preziosa eredità del passato. Tra l’altro, la Colonna di Sant’Isidoro, a parte un lavoro di ripulitura, non necessita nemmeno di incisivi interventi di restauro. Posizionata presso il Museo, quindi in un contesto adeguato, ripulita e corredata da notizie storiche e artistiche, assumerebbe tutt’altra valenza che non quella attuale che la vede relegata in vicoli degradati sommersi da rifiuti, non protetta da possibili vandalismi e non segnalata in alcun modo.

Martino A. Rizzo

 

I racconti di Martino A. Rizzo. Ogni mercoledì su I&C

Martino Antonio Rizzo, rossanese, vive da una vita a

Firenze. Per passione si occupa di ricerca storica

sul Risorgimento in Calabria. Nel 2012 ha pubblicato

il romanzo Le tentazioni della

politica e nel 2016 il saggio Il Brigante Palma e i misteri

del sequestro de Rosis. Nel 2017 ha fondato il sito

anticabibliotecacoriglianorossano.it. Nel 2019 ha curato la pubblicazione

dei volumetti Passo dopo passo nella Cattedrale di Rossano,

Passo dopo passo nella Chiesa di San Nilo a Rossano,

Le miniature del Codice Purpureo di Rossano.

Da fotografo dilettante cerca di cogliere

con gli scatti le mille sfaccettature del paese natio

e le sue foto sono state pubblicate nel volume di poesie

su Rossano Se chiudo gli occhi.