Fdi Corigliano Rossano: Stasi, perché quella variante urbanistica anche se illegittima?

patto legalità

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CORIGLIANO ROSSANO • La miopia dell’amministrazione Stasi, purtroppo, continua ad offrire ogni giorno dimostrazione di lontananza dalle vere esigenze della popolazione e, nel caso di specie, dalle esigenze di razionalizzazione del territorio. Di fatto, ci saremmo aspettati un’amministrazione un tantino più lungimirante che avesse guardato ad una programmazione di sviluppo del territorio nel suo complesso, di un’area urbana proiettata verso la più vasta area della Sibaritide. Ed è a questo proposito che ci saremmo aspettati che le energie dell’amministrazione, perché no, con il supporto di tutte le forze consiliari, sia esse di maggioranza che di opposizione si fossero concentrate con il dovuto impegno all’adozione del Piano strutturale associato della Sibaritide invece di fare assistere l’intera collettività alla puntuale approvazione di una semplice variante. Variante che, oltretutto, riguarda una parte del territorio di Corigliano il cui sviluppo in completamento non dà a quella parte di territorio alcun vantaggio né da un punto di vista urbanistico, tanto meno da un punto di vista di prospettiva di conurbazione all’interno dello stesso territorio di Corigliano. Perché, dunque, spendere tante energie per questa variante? Perché approvare una variante di un piano regolatore da tempo scaduto (quindi legalmente non applicabile) che ha riportato tutte le aree non comprese nel piano urbanistico ad essere zone agricole? Perché non spendere le stesse energie in una razionale pianificazione di conurbazione delle due aree? Assistiamo addirittura a cittadini costretti a ricorrere al TAR per inadempienze di un’amministrazione incapace anche di dare risposte ad istanza degli stessi e, come se non bastasse, apprendiamo che al comune non viene riconosciuta la possibilità di difendersi per tardiva costituzione. Non poteva essere diversa la sentenza se non di condanna. Una ulteriore figuraccia incassata dall’amministrazione Stasi. È poi l’atteggiamento consequenziale dell’amministrazione stessa che non si giustifica con l’adozione di questa variante. Il TAR ordina l’adozione di uno strumento urbanistico ed invece ci si prodiga ad approvare una variante puntuale ad uno strumento urbanistico. A quale? Se non esiste? Il dubbio nasce spontaneo per cui si potrebbe essere portati a pensare che stiano arrivando a scadenza cambiali firmate dal sindaco in campagna elettorale o che il Sindaco deve stare e sottostare, per poter continuare a sopravvivere, a ricatti di gruppi componenti la maggioranza. Una domanda nasce spontanea: perché si è preferito l’adozione di una variante e non impugnare il provvedimento emesso dal TAR in seno al Consiglio di Stato? Qualche dubbio di legittimità sorge anche. Come è possibile, con una legge regionale che fa decadere i piani regolatori e diffida i comuni ad adeguarsi alla legge regionale in merito alla dotazione della nuova strumentazione urbanistica tra PSA e PSC, si approvano varianti puntuali. È con questi dubbi che ci rimettiamo alla decisione ultima che sarà presa dalla Regione, quale ente preposto all’approvazione della strumentazione urbanistica. Rigetterà o approverà questa variante? (Comunicato stampa).

Osvaldo Romanello, responsabile Fdi Schiavonea

 

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