Ex Tribunale, i sindaci disertano. Il Gav: avanti con o senza le istituzioni

Il GaV ha concluso le riunioni itineranti territoriali al fine di definire la costituzione del COORDINAMENTO INTERFORZE in vista della manifestazione di protesta prevista a Roma in Piazza del Quirinale, contro metodi e criteri adottati nella chiusura del tribunale di Rossano.

All’ultimo incontro che si è tenuto sabato scorso presso il Palateatro di Crosia hanno fornito la loro adesione: la camera civile “Corigliano/Rossano”, la segreteria provinciale dell’Unione provinciale Agricoltori, il movimento “Amici della Fossa – Valle del Trionto”, il “movimentoperlavita” di Rossano.

Dagli incontri itineranti sono emersi, tuttavia, alcuni spunti che il Gav ritiene, responsabilmente, dover rendere noti nell’interesse delle comunità amministrate.

Nostro malgrado, registriamo apatia nelle istituzioni, nella società civile, nell’associazionismo, nei partiti, nelle parti sociali, di conseguenza nei cittadini poco coinvolti dalla classe dirigente.

Il Coordinamento conta 27 soggetti, tra partiti, sindacati, associazioni, movimenti.

Il risultato sul piano formale è significativo, ma il rischio di trovarsi di fronte a “scatole vuote” è alto, con tutto il rispetto verso i responsabili a cui va il nostro sentito ringraziamento per disponibilità e sensibilità riscontrata.

Grave continua a dimostrarsi l’atteggiamento delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil che, sul piano operativo, dimostrano totale latitanza per ragioni al momento incomprensibili.

Ancor peggio il comportamento dei sindaci del territorio che agiscono in pieno contrasto all’articolo 3 comma 2 del Testo Unico degli Enti Locali (Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, d’ora in avanti T.U.E.L.) il quale chiaramente enuncia che: “Il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne propone lo sviluppo”.

La perdita dell’ex tribunale di Rossano ha cancellato un’intera circoscrizione, determinando di fatto, l’annullamento giuridico di una vasta area accorpata in uno stabile distante geograficamente, mal collegato, inadeguato per capienza e per qualità strutturale. E in una città di dimensioni demografiche modeste a fronte di un’area urbana Corigliano/Rossano, in via di fusione, di oltre 80mila abitanti.

Battersi in difesa della legalità, chiedere le ragioni della soppressione dell’ex presidio di giustizia a uno Stato chiuso a riccio sul punto, significa “curare gli interessi di un territorio”. I sindaci dunque, sono fuori dalle norme!

Il GaV denuncia pubblicamente l’atteggiamento negligente degli amministratori locali, distanti dalla problematica nonostante le numerose continue e costanti sollecitazioni del GaV che, ribadiamo, è un gruppo spontaneo senza fini politici o partitici, ma chiede solo “VERITA”.

E’ un dovere morale e istituzionale per i sindaci del territorio sposare appieno questa causa. A titolo personale ciascun amministratore è libero di agire come meglio crede, da “amministratore” ha l’obbligo di operare nell’interesse delle comunità.

Ci saremmo aspettati dai sindaci del territorio:

1-Un atto deliberativo di Giunta o di Consiglio in cui si sollecita il Consiglio Superiore della Magistratura a dare risposta ai due dossier presentati dal GaV in sede di I° e VII° Commissione.

2-La richiesta di un incontro al Presidente della Repubblica, al fine di fare chiarezza su un mistero di Stato inquietante su cui nessun organo istituzionale ha inteso prodigarsi allo scopo di accertare la verità.

3-La richiesta di un incontro preliminare al Presidente della Regione Calabria affinché il Consiglio regionale si pronunziasse su una vicenda che viola le fondamenta della Costituzione italiana e trasgredisce le Leggi ordinarie.

4- L’organizzazione e l’avvio di iniziative protese al coinvolgimento e alla partecipazione dei cittadini.

Di tutto questo non solo non è stato fatto nulla ma gli stessi disertano persino gli incontri propedeutici alle manifestazioni di protesta.

I sindaci del territorio appaiono, a nostro avviso, disuniti, non organici a un progetto territoriale d’insieme.

Allarmanti sono da ritenere le dichiarazioni del sindaco di Campana Agostino Chiarello che ha chiaramente preannunziato la volontà del Comune di Campana di aderire, considerato le distanze a giusta ragione, al tribunale di Crotone, in quanto sede logisticamente più vicina rispetto a Castrovillari. E con il comune di Campana, anche altri. Ciò significa che la famosa riforma giudiziaria definita da taluni “epocale” rischia finanche di disgregare ulteriormente il comprensorio.

A proposito di riforma “efficace e produttiva” si mettono in evidenza i dati forniti dal ministero della giustizia, direzione generale di statistica. Procedimenti in corso al 31 dicembre 2016 in Calabria: al primo posto il tribunale di Castrovillari con 19.350 carichi pendenti. Una congestione di lavoro che determina paralisi e disagi, su cui organismi chiamati a intervenire tacciono, perché a tutti i costi deve passare l’idea che il tribunale di Castrovillari funziona. 

All’incontro di Crosia erano presenti i sindaci: Antonio Russo (Crosia), Stefano Mascaro (Rossano), Agostino Chiarello (Campana), Antonio Falcone (vice sindaco di Cropalati).

L’assenza degli altri sindaci, in particolare del Comune di Corigliano totalmente disinteressato alla problematica, costituisce un’ulteriore aggravante se si pensa che l’iniziativa di Crosia prevedeva in calendario anche le drammatiche questioni della sanità di cui tanto gli stessi amministratori si dicono preoccupati.

Tra le proposte emerse nel corso degli interventi quella dell’avvocato Saverio Forciniti che ha invitato i sindaci dell’ex circondario ad aprire un tavolo di confronto con il Governatore della Regione Calabria sulla necessità di una riapertura di un tribunale nella Sibaritide. 

Il GaV proseguirà la sua battaglia con o senza i sindaci, con o senza le organizzazioni sindacali, con o senza chi ritiene di non impegnarsi in prima linea. D’altronde siamo anche la terra dell’armiamoci e partite, nulla ormai stupisce.

Da qui alla data di partenza per Roma è previsto l’indizione di un comizio pubblico in Piazza B. Le Fosse a Rossano, momento nel quale si farà il punto della situazione e saranno distribuiti i due dossier consegnati al Consiglio superiore della Magistratura.

Intanto il 1° aprile 2017  i componenti del GaV si ritroveranno a manifestare a tutela del diritto alla salute, manifestazione che avrà inizio alle 9.30 presso l’area antistante lo stadio comunale “Stefano Rizzo” di Rossano.

Nei prossimi giorni, il Coordinamento interforze comunicherà la data effettiva della manifestazione di Roma che potrebbe slittare a  giovedì 11 maggio 2017

Gli aderenti al coordinamento: Aiga (Associazione Giovani Avvocati), Fna (Federazione nazionale agricoltori), Movimento “Coraggio di cambiare”; Movimento “RossanoPulita”, Fdi-An, Pd, Unione Coltivatori italiani territoriale e provinciale, Forza Italia, Sindacato di Polizia Les, Sindacato Usb, Movimento “Rossano Prima di tutto”, “Patto Sociale”, lista civica “Mascaro Sindaco”, Associazione “Basta vittime 106”, Sinistra italiana, Movimento “RossanoFutura”, Pci, Precari di giustizia (Fp-Cgil), Gav,  Anpi – delegazione di Rossano, “Centro Studi Calybitense Nostrun”,  “Cenacolo degli Artisti della Sibaritide per il Codex”, “Zolfara nel Cuore”, camera civile “Corigliano/Rossano, movimento “Amici della Fossa – Valle del Trionto”, “movimentoperlavita” di Rossano

Il COORDINAMENTO avrà il compito di occuparsi di tutte le vertenze emergenziali della Sibaritide, dalla sanità alle questioni infrastrutturali.

Info:

sede operativa GAV: Corigliano/Rossano

cell.3389645518

(fonte: comunicato stampa)

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