Ex Centrale Enel. Protesta lavoratori, UILTEC solidale

Corigliano Rossano – UILTEC: Un ex lavoratore dell’indotto, di quella che fu una Centrale Termoelettrica dell’ENEL a Rossano, ha protestato per la mancanza di lavoro ad oltre trenta metri di altezza.

Lo stesso lavoratore già due mesi fa aveva posto in essere lo stesso tipo di protesta, all’interno della ex Centrale, salendo su una delle due ciminiere a circa cento metri dal suolo.

Questa volta si è portato sul terrazzino del piano caldaia e ha minacciato di lanciarsi nel vuoto.

Da quando l’ex Centrale dell’ENEL non produce più un chilowattora sono sempre più frequenti le manifestazioni di protesta di tanti che chiedono solo di poter lavorare, ma all’interno ormai sono rimasti solo qualche decina di lavoratori, quasi tutti indiretti.

Eppure la rassicurazioni su un futuro dignitoso, dal punto di vista occupazionale, molti le davano per certe. Prima la chimera di futur-e, adesso i lavori di smantellamento (che però non saranno mai veramente tali), sommati a un possibile allacciamento dei due lungomari tra la  battigia e quello che resta dell’impianto, quello di Rossano e quello di Corigliano, ora unica Città, stanno facendo vivere di speranza tanti giovani e meno giovani che ancora sperano di poter lavorare dignitosamente nella propria terra.

Il tutto però, bisogna saperlo ed evitare di vendere fumo, non produrrà alcun incremento di forza lavoro; poche decine lavorano adesso e si spera che almeno queste poche decine  riusciranno a trovare lavoro in futuro.

Così come bisogna sapere che l’ENEL ha intenzione di incrementare la disponibilità energetica con ulteriori due gruppi a turbogas per venire incontro a possibili crisi, effetto della decarbonizzazione, ma anche questa operazione non sortirà un solo occupato in più.

Le speranze erano tante e per questo oggi le delusioni sono ancora più forti. Intanto la gente è disperata. I giovani continuano a partire da questa Calabria sempre più  desolata, mentre i padri di famiglia non sanno come riuscire a portare un tozzo di pane a casa.

Come Sindacato non possiamo che essere solidali con i lavoratori che protestano, ma la

politica faccia la propria parte, altrimenti la Calabria sarà sempre più staccata dal resto del Paese (Comunicato stampa).

 

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