Estorsione, coinvolto nell’operazione il carabiniere Natale Taib



ROSSANO È il trentaquattrenne Natale Taib il carabiniere coinvolto nell’operazione portata a termine nelle ultime ore dai militari dell’Arma di Rossano. Residente nella città bizantina e in servizio presso la Compagnia dei Carabinieri di Corigliano Calabro, Taib, di origine marocchina, era già noto alle cronache per altre vicende.

Sono quattro, complessivamente, le misure scattate nel cuore della notte per estorsione. Tra questi, oltre al militare, anche una guardia giurata. Il blitz trae origine da una denuncia depositata mesi fa. Ad operare i carabinieri della Compagnia di Rossano, coordinati dalla Procura della Repubblica di Castrovillari. Nelle prossime ore si conosceranno ulteriori dettagli.

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2 risposte

  1. Aldo ha detto:

    Partendo dal fatto che sono concorde sull’eliminazione delle mele marce specie se indossano la divisa, non capisco perché i mezzi di comunicazione ( come voi in questo caso) debbano indicare le generalità in chiaro se è un appartenente alle forze dell’ordine, mentre lo omettono se è un civile, magare delinquente abituale oppure pedofilo etc. etc. Non vedo equità giornalistica, ma solo voglia di fare notizia a tutti i costi, magari sapendo di sbagliare….a voi la spiegazione!

    • Informazione e Comunicazione ha detto:

      Con riferimento ad alcuni commenti relativi alla pubblicazione dei nomi per esteso in fatti di cronaca la redazione precisa che molto dipende dalle fonti istituzionali. In alcuni casi le generalità vengono fornite regolarmente, in altri solo le iniziali. Segue poi un’attività giornalistica di riscontro e di approfondimento delle informazioni assunte, durante la quale si lavora nel tentativo di avere una visione complessiva. A quel punto se sui nominativi non si riesce ad avere informazioni esaustive si racconta il fatto. Questa redazione pertanto né criminalizza né gestisce ad orologeria il sistema delle identità. Vi è piena consapevolezza del ruolo che si svolge e del danno che si può produrre a un cittadino coinvolto in un’inchiesta giudiziaria. Per queste ragioni siamo scrupolosi e prudenti, in linea con la Costituzione italiana nei cui principi vige la presunzione d’innocenza. Un cittadino può essere ritenuto vero responsabile di un evento delittuoso solo a fronte di una sentenza passato in giudicato. Questo si chiama stato di diritto. L’auspicio è che tale comunicazione possa ritenersi esaustiva.
      La Redazione di I&C

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