Enel. S’incatena in centrale, 56enne da 30anni nell’indotto ora senza futuro

Giuseppe Aprigliano

Corigliano Rossano – Da oltre 30 anni in centrale: entra nell’indotto assunto in una ditta, poi passa alla mensa anch’essa ormai smantellata. E nelle ultime ore una delle poche aziende rimaste nel settore delle pulizie industriali decide di non rinnovargli il contratto.  La nuova vittima del grande colosso Enel si chiama Giuseppe Aprigliano, sposato, padre di due figli, da qualche giorno senza un futuro. Sul posto si è recato Andrea Ferrone, segretario confederale del comprensorio Cgil, che da settimane segue la vertenza ma la ditta pare si sia posta di traverso. Questo è il valore che si dà alla vita delle persone. E soprattutto alla famiglia e ai figli. Come per ogni cosa in questo territorio vi è il boom delle argomentazioni a fasi alterne, tam tam sui media per poi non approdare a nulla. Alla fine a rimetterci è ovviamente l’anello debole. Il famoso progetto futur-e che fine ha fatto? In altre parti d’Italia Enel sta investendo garantendo investimenti, progetti e programmi. Qui si parla, si fanno riunioni in prefettura, in regione e a Roma, ma tutto rimane nel chiacchiericcio. Da ieri Giuseppe Aprigliano si è incatenato all’ingresso della centrale e cesserà la protesta solo quando Enel, la ditta, e lo Stato gli riconosceranno il sacrosanto diritto al lavoro. Con lui a sostegno e in segno di solidarietà gli altri lavoratori di quel che resta dell’indotto. Da quel che emerge, inoltre, la stessa ditta, tra l’altro, avrebbe rinnovato il contratto ad altri colleghi nella stessa posizione di Aprigliano.

Andrea Ferrone (Cgi)

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