Emergenza covid. Straface: No alla struttura mista, si ridefiniscano i presidi del Compagna e del Giannettasio



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Corigliano Rossano – Nella situazione di collasso sanitario, peraltro aggravata dalla oramai quasi ingestibile emergenza Covid, nel comprensorio sibarita, e più precisamente, nella città di Corigliano Rossano, occorre azionare misure organizzative e misure di sicurezza precise e risolutive. E’ inammissibile continuare con i tentennamenti facendo ricorso a soluzione disperate. Il piano sanitario della nostra città va obbligatoriamente ridefinito! A nulla sono valsi gli accorati inviti al Sindaco Stasi a muoversi nella direzione di evitare l’istituzione del polo Covid nell’area di Rossano, facendo insistenza, invece, sull’utilizzo delle strutture ospedaliere chiuse e che avrebbero scongiurato i casi di contagio del personale sanitario che opera in altri reparti del Giannettasio, venuti alla cronaca negli ultimi giorni. Il polo Covid, purtroppo, è stato realizzato nell’area di Rossano e i relativi problemi non sono tardati a presentarsi. Ora è tempo di agire in maniera da evitare errori futuri, tenendo conto di ciò che è giusto ed opportuno prima ancora che conveniente. Riteniamo sia necessario e doveroso ridefinire l’ambito operativo dei Giannettasio e del Compagna, nell’ottica della funzionalità e del rispetto delle misure di prevenzione. Ci uniamo, pertanto, alla proposta formulata qualche giorno addietro dal dott. Gino Promenzio, per cui se quello dell’area urbana di Rossano è stato proposto dal Sindaco come polo Covid, che venga utilizzato solo ed esclusivamente per il trattamento di questo! Il Giannettasio deve, quindi, essere adibito a struttura di intervento e trattamento esclusivamente dei pazienti affetti dal virus, con i soli reparti sufficienti e necessari a garantire eventuali prestazioni sanitarie parallele. E, cosa assai importante, con un personale medico dedicato ed inamovibile. Procedendo in questo senso, si scongiurerebbe, come detto in precedenza, il pericolo per cui possa verificarsi contaminazione per coloro i quali si trovano in ospedale per altri motivi. Per ultimo, si avrebbe una gestione organizzativa del personale, oltreché dei casi in terapia, nettamente più efficiente. Secondo questo schema il presidio del Compagna, nell’area urbana di Corigliano, può essere impiegato per tutti gli altri interventi sanitari che non abbiano a che fare con il Covid. Anche se su questo punto, è conditio sine qua non implementare il personale medico ed infermieristico per il pieno e regolare svolgimento dell’attività ospedaliera nei reparti di: pronto soccorso (che già venerdì non sarà più attivo per mancanza di unità mediche, problema sollevato da noi di recente e per il quale pensiamo di rispondere con un “sit in” di protesta); chirurgia; anestesia; pediatria e radiologia (Comunicato stampa).

Pasqualina Straface – Movimento del Territorio

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