editoriale

Ci sono momenti nella vita di una comunità in cui il buon senso non basta per salvaguadare il futuro. Siamo arrivati alla fine dell’estate e, come era prevedibile, anche la nostra città ha subito un pesante impatto col coronavirus, diversi esercizi commerciali sono stati chiusi . Le cronache calabresi ormai parlano chiaramente del focolaio di Rossano: siamo arrivati a quota 17 contagiati tra i quali uno ricoverato in ospedale a Cosenza, non solo, ma abbiamo contribuito a diffondere il contagio anche nei paesi vicini. A Mirto Crosia, a Paludi e ora anche a Mandatoriccio  (che sembra però un caso autonomo). Il contagocce con cui l’autorità politica diffonde le notizie mi preoccupa molto, seguo con attenzione lo sforzo organizzativo che l’Asl sta facendo per arrivare al tracciamento di tutti i contatti e al lavoro di prevenzione, compresi i numerosi tamponi che si stanno eseguendo.

La città si avvia tra una quindicina di giorni a una prova molto difficile e impegnativa: la riapertura DELLE SCUOLE. Siamo sicuri che con la situazione attuale di diffusione del contagio le scuole potranno riaprire in sicurezza?  Io non mi sento affatto sicuro e penso che uguale sensazione sia provata dalle tante famiglie che con ansia attendono l’inizio delle attività scolastiche. Troppi sono i casi che stanno esplodendo a macchia d’olio, mostrando di fatto una situazione di asintomatici e sintomatici e di diffusione del covid che non può lasciare tranquilli. Abbiamo ormai imparato dall’esperienza che di fronte ai casi accertati di contagio, particolarmente nelle situazioni di focolai in atto, il numero reale è di parecchio superiore, ce lo hanno dimostrato numerosi studi scientifici

L’atteggiamento degli amministratori e in particolare del sindaco non mi convince: la situazione potrebbe richiedere provvedimenti d’emergenza che riescano con più efficacia ad evitare l’ampliarsi del contagio. Non esclusa la zona rossa o provvedimenti analoghi, che obbligherebbe le persone a un confinamento forzato nelle proprie case, salvaguardando solo le uscite indispensabili. In questa maniera si eviterebbe certamente la diffusione ulteriore del contagio e si garantirebbe una ripresa più sicura dell’anno scolastico, non solo, ma anche una maggiore tranquillità nell’affrontare il periodo autunno inverno in cui secondo gli studiosi il virus diventa di fatto più sensibile ai fattori stagionali.  Naturalmente i provvedimenti di emergenza, se ben studiati possono anche garantire la continuità delle attività lavorative e scolastiche, purchè siano stabiliti con tutte le misure di prevenzione necessarie e con un controllo sul rispetto delle regole.

Adesso è il momento di agire evitando ulteriore diffusione del contagio. Naturalmente io non sono un medico né uno scienziato, ma la situazione mi pare si stia aggravando, e la preoccupazione traspare anche dagli organi sanitari competenti che si stanno occupando del problema.

Non mi sento rassicurato neppure da taluni comunicati stampa del sindaco che minimizzano, penso che sarebbe opportuno insieme a tutte le autorità sanitarie una valutazione più approfondita della situazione  in considerazione di due eventi importanti: la riapertura delle scuole e l’avvio della stagione autunnale-invernale. Lo dico non per obiezione politica, ma per ragioni esclusivamente di prevenzione sanitaria, senza nulla togliere alla capacità amministrativa e politica dell’attuale governo cittadino.

FABIO MENIN