Editoriale. Vitalizi: e la montagna partorì il topolino!

editoriale

editoriale

Dopo talkshow televisivi sulle reti nazionali, articoli e dichiarazioni da parte di ex consiglieri regionali e non, di presunte incostituzionalità sulla possibilità di legiferare in ordine alla riduzione dei vitalizi, ecco, finalmente,  la montagna  partorire il topolino: la proposta di legge la n. 335/10- cd proposta Irto –  sottoscritta da ben 8 consiglieri regionali.

Risulta difficile qualificare una simile proposta di legge, sembra una spudorata presa in giro.

Titoli e dichiarazioni di successo di molto consiglieri regionali su tutte le testate giornalistiche per aver ottenuto la presentazione di una proposta di riduzione di vitalizi uniformemente alle altre Regioni, che già da anni hanno provveduto in merito.

Molti calabresi, per nostra fortuna, non si limitano, però, a leggere i “titoloni” e le dichiarazioni dei consiglieri di maggioranza.

Assordante il silenzio della opposizione del consiglio regionale, tanto da chiedersi se esiste, in verità, per questo caso una opposizione.

Dalla mera lettura della proposta di legge, la citata 335/10, emerge una spudorata onnipotenza della odierna politica calabrese.

La proposta, rispetto alle altre Regioni Italiane, parte da un riduttivo periodo ovvero la “ trattenuta straordinaria a titolo di contributo si solidarietà”, ovvero la riduzione dei vitalizi agli ex consiglieri regionali, “a decorrere dal mese successivo all’entrata in vigore della legge e sino al 31 dicembre 2019”.

Ipotizzando una entrata in vigore molto celere, si applicherà una riduzione per solo  16/17 mesi, contro quella approvata, ad esempio, dalla Legge Piemonte, la n. 21/2014, a decorrere dal 1 Gennaio 2015 e sino al 1 Gennaio 2020, ovvero ben 5 anni. Forse perché la Regione Piemonte sta affrontando una crisi economica maggiore di quella Calabrese ( sic!).

In termini economici, dalle risultanze del Dr. M. Mercuri, una  tale “ristretta temporaneità”, esclusiva della Regione Calabria, comporta una previsione di gettito molto rimpicciolita: “parliamo di Euro 2.985.716,31 contro 1.129,074,63 della proposta di legge Irto, quindi poco più di 1/3”.

La censurabile proposta di legge Irto, fissa, altresì, una soglia di esenzione e salva tutti gli ex parlamentari che godono di un doppio vitalizio.

“Soglia di esenzione sino a 2.000,00 euro, dunque le aliquote saranno applicate solo alla parte eccedente. Visto che la media dei vitalizi è di 4.000,00 euro, significa dimezzare di fatto il gettito del taglio” ( Dr. M. Mercuri).

Nessuna disposizione è prevista, inoltre, in riduzione di chi percepisce ben due vitalizi.

Le altre Regioni, citiamo sempre quella Piemontese che ha superato il vaglio di legittimità con la recente sentenza n. 2399/2017 del Tribunale di Torino, prevedono: “ a coloro, inoltre, che sono titolari di altro assegno vitalizio erogato dal Parlamento italiano o dal Parlamento europeo, l’applicazione di una ulteriore decurtazione del 40% sull’ammontare mensile lordo come risultante dalle riduzioni”.

La Regione Calabria, in definitiva, non decurta e salva i doppi vitalizi e tutti coloro che incassano ben due vitalizi, come ex consigliere regionale e come ex parlamentare, i cui nomi sono ben noti e pubblicati sul sito della Regione. Facile percepire, dunque, chi si è desiderato “ salvare”.

Ecco l’onnipotenza politica dei politici calabresi e il loro delirio.

La riduzione agli ex consiglieri calabresi quelli con un vitalizio più alto e oltre i 7 mila euro, vedrebbe una riduzione applicata di meno di 800 euro. In un momento così drammatico per il nostro territorio, che risulta maggiormente funestato dalla perdita di posti di lavoro ed ha costretto molti giovani a trasferirsi in altre regioni, la riduzione da parte di chi ci ha rappresentato, per molti anni, dovrebbe essere spontanea, volontaria e proclamata.

Non credo che i nostri rappresentanti, ovvero ex Onorevoli, possano subire con un taglio limitato per pochi anni, per una somma così irrisoria rispetto agli incassi, notevoli disagi di sopravvivenza. Secondo i dati Istat, l’importo lordo medio annuale delle pensioni di vecchiaia nel 2015 ammontava ad Euro 16.601,52. Nell’attuale scenario socio-economico, con le citate pensioni con le quali gli italiani vivono e sopravvivono, non vi è motivo di dubitare che questo piccolo taglio possa consentire ai suoi percettori di vivere in modo soddisfacente e corrispondente alle esigenze di vita.

Quello che ha lasciato basiti è stato proprio la mancata “solidarietà” da parte degli ex consiglieri e degli ex parlamentari. Un loro dovere aiutare i cittadini e collaborare al prelievo solidale e ragionevole a favore della collettività più bisognosa.

L’ostruzionismo e il delirio di onnipotenza dimostrato dai rappresentanti calabresi, anche con una simile proposta di legge a dir poco inadeguata, ha confermato l’incapacità ad essere politicamente credibili.

Su questa base –  la credibilità politica –  alle prossime elezioni, ognuno darà il proprio voto.

Graziella Algieri

avvocato

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati: