Editoriale. Tribunale, vigilare per evitare il contentino inutile

Rispondendo a una lodevole interrogazione di un senatore dell’opposizione, che rimarcava i disagi provocati ai cittadini a causa della chiusura  dei Tribunali, che questa non avrebbe tenuto conto delle specificità territoriali, quali la conformazione orografica e la situazione dei collegamenti infrastrutturali, il tasso di litigiosità, quello della criminosità e la presenza di istituti penitenziari nei presso dei Tribunali; e che nel contratto di governo si prevede la modifica della riforma del 2012, con l’obiettivo di riportare Tribunali, procure ed uffici dei Giudici di Pace vicino ai cittadini, e che nonostante questo impegno scritto, nulla è stato fatto finora, mentre le dichiarazioni del Ministro competente mostrano l’intenzione di non riaprire i Tribunali soppressi, si domandava al governo quale erano le intenzioni al riguardo.

Intervenendo al question time del 22 novembre scorso,  il rappresentante del governo  ha preannunziato, invece della riapertura almeno di alcuni Tribunali soppressi, l’apertura degli uffici giudiziari di prossimità.

Se così è, la montagna ha partorito il topolino.

Il governo, ha precisato, che nel favorire logiche di specializzazione del personale di Magistratura che rischiano di essere frustrate da un’eccessiva frammentazione degli uffici giudiziari, l’azione del governo è ispirata ai canoni della prossimità territoriale, e quindi ha preannunziato il progetto degli uffici di prossimità, che prevede la dislocazione sul territorio nazionale di veri e propri sportelli dedicati al cittadino, affatto surrogatori dei Tribunali, offrendo rispetto ad essi servizi diversi e ulteriori, quali l’invio di atti telematici, il ritiro di notificazioni e comunicazioni, la ricezione di atti e documenti.

Tali uffici, credo che servano a ben poco, ed occorre verificare se tale progetto  comprenderà anche Rossano, la qual cosa sarebbe un contentino inutile, e che farebbe tramontare definitivamente la possibilità di una riapertura del Tribunale nel nostro territorio.

Pertanto poiché a brevissimo (a dire del governo l’11 dicembre) il progetto verrà presentato alle Regioni interessate, e quindi c’è da supporre anche alla nostra, per un confronto diretto con gli esponenti dei territorio sulla tematica della geografia giudiziaria, occorrerebbe una mobilitazione delle associazioni e dei partiti tutti, per prendere iniziative idonee a far sentire la voce di questo territorio, che legittimamente aspira a riavere quello che ingiustamente è stato tolto.

 Avv. Luigi Fraia

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