Editoriale. Staff di esperti e mano alla burocrazia…



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La ratio della legge che da più di 25 anni ha rivoluzionato – in meglio – prevedendo l’elezione diretta del sindaco, è che questi non dovrebbe essere più come prima avveniva spesso e volentieri, in balìa di partiti e di umori di singoli; questa normativa ha , quindi, come maggiore beneficio di offrire ai sindaci l’opportunità di emanciparsi dalla tutela partitica.

Ma non è soltanto questo, perché non si amministra da soli e il rendimento delle istituzioni  è dovuto dalla qualità sia del capo che della sua squadra compresi i consiglieri comunali; o quantomeno dell’idea di gruppo di lavoro di cui è portatore, pensando anche e soprattutto alla gestione ottimale delle numerose e popolose contrade in cui è diviso il difficile territorio.

Dopo la nomina della giunta, occorrerà mettere mano seriamente sul fulcro dell’azione amministrativa, tenendo bene in mente l’assioma che:

le scelte più importanti e fondamentali per il motore della macchina comunale, sono quelle che riguardano la burocrazia.

I rapporti con essa devono essere non chiari ma chiarissimi.

Questa non è eletta da nessuno, ma chiunque vinca le elezioni resta imperterrita e tranne rare eccezioni o pensionamenti, sempre lì inossidabile.

Così entra in gioco la qualità del sindaco, l’autorevolezza, la competenza, la preparazione, il coraggio di scelte a volte impopolari, che sono il nodo cruciale del buon amministrare, soprattutto in un contesto storico in cui bisognerà costruire l’architettura della nuova Città e non solo.

Cosicché, si dovrebbe vedere la vera programmazione sul campo, facendo i conti con i limiti di bilancio e quindi le conseguenziali scelte fondamentali sullo sviluppo del territorio amministrato; ed è proprio a chi non ha nessuna legittimazione popolare che devono essere indirizzate le capacità di guidare bene la macchina, da chi invece è stato eletto ed è soggetto alla fondamentale regola democratica che è quella della responsabilità politica: ossia il giudizio degli elettori che preventivamente viene dato sulla fiducia, ed in seguito si conferma o si toglie valutando a posteriori quello che si è realmente realizzato. 

Ergo: in primis, bisogna prendere netta posizione sullo strumento della rotazione dei dirigenti, ovvero se si ha intenzione di effettuarla o se va bene lo status quo ante.

Ciò non soltanto e pensando riduttivamente perché è imposto dalla legge anticorruzione, ma perché se si vuole dare una visione diversa è importante di cosa si vuole fare, occorre individuare le possibili misure organizzative finalizzate a limitare il consolidarsi di relazioni che potrebbero alimentare dinamiche, conseguenziali alla permanenza nel tempo di determinati dipendenti nel medesimo ruolo o funzione. 

Oltre a ciò, occorre valutare i carichi di lavoro pregressi dei dipendenti (farsi qualche domanda, ad esempio: come è stato possibile che una Città intera potesse essere ridotta in condizioni di non garantire nemmeno il taglio dell’erba, visto che cresce ogni anno e che si dovrebbe programmare il taglio periodico) e fare effettuare una formazione del personale con aggiornamento costante.

La rotazione, inoltre, porta benefici al dipendente al quale si offre l’opportunità di accumulare esperienze in ambiti diversi, perfezionando le proprie capacità e occasioni di progresso nella carriera.

E’ su tale questione che si gioca il futuro della comunità amministrata, perché occorre che la politica e la burocrazia camminino insieme attraverso il sistema politico-istituzionale, con il quale esse devono amalgamarsi se si vuole ottenere un rendimento elevato e il raggiungimento di obiettivi.

Io credo, che in questa delicatissima fase il Sindaco deve mettere mano all’organigramma, creandosi una struttura di staff ex novo.

E’ una grande prerogativa offerta dalla legge, e dà la possibilità di circondarsi non soltanto di uomini di fiducia o inutili e spesso dannosi yes man, ma di avere gente che sa cosa e come farlo, preparata con idonee competenze anche, se si vuole, al di là degli schieramenti politici.

Avv. Luigi Fraia – Già presidente del Consiglio comunale ex Comune di Rossano

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