Editoriale. SS.106, tratto Roseto-Sibari: i parlamentari locali parlano a titolo personale

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Nella fotografia che vedete ecco l’anteprima di come sarà la nuova SS. 106 che il nuovo governo ha intenzione  di portare avanti. Questa foto, tratta da google map, è stata scattata nel tratto già completato dall’Anas nella cosiddetta tangenziale di Catanzaro ed analogo tratto si trova più a sud tra Caulonia e Locri. Quindi il progetto Anas ha un senso ben preciso omogeneo per tutta la costa jonica.

La posizione ufficiale del m5stelle è per quanto abbiamo appreso dal ministero delle infrastrutture e dalla parlamentare Vono del m5s quella di far avviare questi lavori, e questo è stato espresso pubblicamente in un comunicato ufficiale del ministero delle infrastrutture a luglio.   Il ministero si è preso  un po’ di tempo  per analizzare il progetto e verificare  le cose prima dell’inizio dei lavori. Alcuni parlamentari locali, invece, hanno espresso una posizione diversa, ma a titolo personale, cioè pensano o pensavano che fosse opportuno fare un raddoppio dell’attuale tracciato della SS. 106 e non spostare l’asse viario nelle prime colline come pensa di fare l’Anas. Questa che è una opinione rispettabile,  espressa anche da alcuni proprietari terrieri (anche di probabile appartenenza massonica)   per difendersi dagli espropri previsti dall’Anas sui loro terreni:  è bene che le persone sappiano  con precisione che fino ad ora il m5s nazionale e il governo pensano che i lavori debbano essere avviati come l’ANAS ha programmato. Ritengo, come la stragrande maggioranza dei cittadini di CoriglianoRossano, di Trebisacce, Villapiana, Mirto, Cariati fino a Crotone che la scelta dell’Anas sia correttissima perché sulla costa ci sono i migliori terreni agricoli, i paesi, i capannoni, le strade e invece il tracciato collinare( su terreni argillosi di minor pregio) già funziona benissimo dove l’ANAS lo ha realizzato; inoltre piazzare una arteria stradale a grande traffico davanti al mare, ha certamente più impatto paesaggistico di una strada su alcune colline argillose e per giunta fliscioidi , con terreni di scarso valore come tra Roseto e Sibari. Queste cose sono certamente state valutate dall’Anas che ha avuto il parere favorevole di ben due  commissioni di esperti ambientali ( la commissione Via e la commissione Vas), cioè  il grado di valutazione di impatto ambientale più alto che ci sia in Italia, che solo l’UE , per mio conto potrebbe mettere in discussione, o almeno un nutrito gruppo di esperti di almeno cinque o sei università italiane, ma che raggruppi i migliori specialisti che in Italia ci siano.   E inoltre non si può bloccare una strada al momento che si inizia costruire fermando un iter che bloccherebbe i lavori per altri anni e porterebbe altri ritardi per una parte della Calabria che ha urgente bisogno di strade migliori.   QUINDI IL M5S FARA’ L’OPERA COME HA PRECISATO A LUGLIO UN COMUNICATO STAMPA DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE, QUALUNQUE COSA PENSINO ALCUNI PARLAMENTARI LOCALI A TITOLO PERSONALE,  e per me vale ciò che ha scritto il governo con un suo comunicato stampa, assai più di uno o pochi parlamentari locali, che secondo me in questo caso sono andati oltre il mandato che è stato loro assegnato, con una serie di interventi di stampa che hanno solo avuto l’effetto di creare confusione tra le persone su che  cosa intenda fare effettivamente il nuovo governo nella Calabria.  Personalmente penso che vista l’abbondanza di rappresentanti della costa jonica eletti e la presenza di un governo dello stesso colore, si dovrebbero accelerare le procedure perché veda la luce anche la Sibari-Crotone a 4 corsie nel tracciato che l’Anas ha già ipotizzato da tempo e cioè lontano dalla costa, nelle  parti precollinari, in modo che finalmente anche la Calabria Jonica abbia una strada moderna collegata con l’Italia in modo veloce. Il progetto infatti elaborato già nei primi anni ottanta prevedeva un tracciato in collina o anche in alcune parti premontuose e sarebbe bene riprenderlo dai cassetti riprendendo anche più a sud tra  Crotone e Reggio Calabria. D’altronde la Calabria tirrenica ha già: una autostrada, una ferrovia a doppio binario elettrificata, una strada statale ed ora vorrebbe che il governo finanziasse l’alta velocità. Sarebbe un’ottima cosa che anche in Calabria arrivassero i treni veloci, ma sarebbe un delitto continuare a lasciare la zona jonica nell’abbandono e nell’isolamento e con una 106 statale ove i morti fioccano ogni giorno. Quindi si al cosiddetto terzo megalotto Roseto-Sibari  dell’Anas perché sposta il traffico pesante lontano dal traffico locale e perché avvicina la Calabria jonica a quella adriatica migliorando la viabilità. Ma io penso invece che i nostri parlamentari locali insieme a tutto il m5s dovrebbero ora sposare la causa del completamento della nuova superstrada jonica a 4 corsie spingendo perché il governo nell’ambito degli interventi che intende realizzare al sud metta in cantiere il finanziamento della superstrada anas tra Sibari e Crotone e Simeri Crichi e tra Soverato e Roccella Jonica e poi tra Locri e Reggio Calabria.  anche oltre tra Crotone, riprendendo il tracciato che fin dagli anni 80 era previsto per un’autostrada dello jonio Calabrese, e che era stato poi finanziato, ma al quale poi furono tolti i fondi dai governi passati. La nuova citta di CoriglianoRossano dovrà fare di questo elemento un punto di forza dei suoi obiettivi , anche perché a Crotone c’è un aeroporto che necessita di un collegamento rapido. Anche la ferrovia va migliorata, elettrificandola, e cominciando a pensare ad  un raddoppio, ma anche ad un servizio civile. Non è possibile che la nuova CoriglianoRossano non abbia una stazione con personale che fa i biglietti e controlla il traffico. Non siamo nel far West e allora i nostri onorevoli si impegnino perché sia ripristinato un servizio di assistenza con personale di Trenitalia che faccia i biglietti e controlli la stazione. Venga il ministro Toninelli a vedere come sono ridotte le nostre stazioni ferroviarie e com’è la nostra SS. 106, si renda conto di persona del grido di giustizia che sorge dalle popolazioni della Calabria jonica.

FABIO MENIN

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