Editoriale. Reddito di cittadinanza giusto, occorre dare attuazione



Corigliano Rossano – Sono stato e sono tra i sostenitori della istituzione del reddito di cittadinanza quale vero primo atto di uno Stato che applica per la prima volta l’art. 1 della Costituzione italiana, ossia, che l’Italia sia una Repubblica fondata sul lavoro. Mi è piaciuta l’idea di sociale e di contrasto alle povertà che sottende tale provvedimento, di aiuto e di sostegno a chi vive in condizioni di indigenza.  Ho apprezzato l’idea di uno Stato che per la prima volta prende per mano particolarmente i meno abbienti e li guida alla formazione e alla collocazione di un posto di lavoro. Su questi valori credo non si possa essere non d’accordo, a parte chi ritiene di buttarla in caciara politica e allora si perde di vista la sostanza del ragionamento. Premesso ciò credo che ora, sin dalle fasi iniziali, occorra dare attuazione a quanto il RDC prevede in termini di obblighi in capo ai percettori, fatti passare volgarmente per assistiti.   Dico questo perché non si può non prendere atto di alcuni effetti che meritano di essere attenzionati: molti imprenditori, lamentano l’impossibilità a reperire personale. In questa fase alcuni lamentano la possibilità di reclutare  bagnini, camerieri, portieri, addetti alle pulizie e via dicendo, a causa proprio del RDC. Una questione che dovrà essere affrontata con senso di responsabilità da parte di tutti, soprattutto in una terra (la Calabria) in cui la crisi, in tutti i settori, è palpabile con mano. E se da una lato il RDC ha colpito il lavoro nero e sottopagato, dall’altro rischia di indebolire la macchina produttiva. 

In prima battuta penso sia importante dare attuazione al patto per il lavoro attraverso i centri per l’impiego. Secondo una prima stima nel solo comune di Corigliano Rossano vi sarebbero circa 1800 percettori. La normativa prevede lavori di pubblica utilità da 8 a 16 ore settimanali, anche se da quel che risulta manca allo stato il decreto attuativo. E ciò non consente l’inserimento dei percettori nella piattaforma telematica per i progetti che i comuni redigeranno. In qualche comune d’Italia i beneficiari hanno scritto al sindaco mettendosi a disposizione dell’ente in maniera volontaria a prescindere dal RDC. Di certo l’attuale sindaco di Corigliano Rossano avrà una mole di personale non indifferente, tra lavoratori in pianta stabile (circa 500 unità), Lsu/Lpu ( 150 unità) e 1800 percettori del RDC. Un vero e proprio esercito. Occorrerà a supporto un manager esperto in gestione di risorse umane che sappia organizzare e gestire la macchina comunale, renderla funzionale ed efficiente. E soprattutto, al servizio della comunità. 

Matteo Lauria – Direttore testata giornalistica I&C

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