Editoriale. Rapine e risse, attenti all’odio razziale. Schiavonea è altro

Lo scenario di un extracomunitario che sotto la minaccia di un machete al collo di una donna concretizza una rapina, non può che alimentare quel sentimento crescente contro i migranti, qualora dovesse essere accertato che l’autore sia di origine marocchina. E dobbiamo stare attenti, perché Schiavonea non è un popolo di razzisti, ma spicca per accoglienza, a dirlo è la storia. E allora dobbiamo ricondurre il tutto alla miseria, alla povertà, alla disperazione dilagante. Il mio dire non tende a giustificare nessun atto delittuoso, tutto è da perseguire anche, se il caso, con provvedimenti forti, ma detto ciò non possiamo non guardare i fatti con gli occhi della verità. La crisi accentua lo stato di pericolo, mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini, crea scompiglio che rischia di sconfinare erroneamente in conflitti di pelle, alimentando di fatto la cultura dell’odio. E così può accadere la scazzottata nel bar, o un coltello al collo per rapinare una incolpevole lavoratrice. E’ovvio che in una terra in cui si sta bene non c’è bisogno di delinquere, non è necessario puntare una lama contro un individuo per banali 50 euro. Quest’anno, tra l’altro, non è andata bene né nel settore agrumicolo né ulivicolo e le maglie dei già ridotti guadagni si sono notevolmente assottigliate. Questo per dire che il problema è politico. E poiché ci apprestiamo a una campagna elettorale importante che vedrà per la prima volta alle urne gli elettori della città unica Corigliano Rossano,  è tempo di parlare di programmi e di progetti per il futuro. La recrudescenza in larga parte la combattiamo creando posti di lavoro. E il fenomeno, ovviamente, non riguarda solo il popolo extracomunitario, ma anche i nostri ragazzi, molti dei quali sono dediti al facile guadagno con il mercato della droga, visto come forma di sostentamento. C’è anche chi delinque per scelta, ma la gran parte lo fa per necessità. Dobbiamo quindi avere il coraggio di effettuare scelte forti. Abbiamo una costa straordinaria, occupata però da insediamenti residenziali che sono l’esatto opposto di ciò che il turismo richiede ( insediamenti ricettivi). Il dramma urbanistico del tratto che va da Schiavonea a Fabrizio, e da Fabrizio fino lido Sant’Angelo a Rossano. Quanti posti di lavoro si potrebbero creare? Sull’area della zona Enel si sta lavorando per un progetto alternativo turistico-commerciale. Potrebbe diventare il nostro, uno dei migliori lungomari del mediterraneo. E invece si parla di tutto tranne che di questo. E magari, tra un po’fomenterà la cultura dell’odio razziale. Occupiamoci dei problemi sociali, partecipiamo alla vita pubblica, incalziamo la politica a parlare di progetti seri e concreti, creiamo posti di lavoro, sono sicuro che gli eventi delittuosi si ridurranno vertiginosamente.

Matteo Lauria – Direttore testata giornalista I&C

 

 

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