Editoriale. Non è tempo di polemiche, ma combattiamo lo sciacallaggio

Non è il caso di sollevare polemiche in questa fase difficile per tutti noi, ma è altrettanto vero che non possiamo consentire atti di sciacallaggio in un momento così difficile da lasciare in apprensione chiunque. Dobbiamo essere uniti e compatti, così come stiamo dimostrando per grandi linee, elevando ogni barriera contro chi non sta nelle regole. Da chi non rispetta le disposizioni vigenti in materia di autocertificazione a chi è inadempiente sia nella sfera pubblica sia privata. Denunciare gli irregolari deve essere vissuto come atto di autotutela propria e per l’intera comunità. Poi c’è un altro filone che quello dell’imprenditoria, sofferente per ovvie ragioni. Come per tutte le categorie, ovviamente, non possono non esservi le mele marce, come chi tende ad approfittare del momento per speculare elevando in maniera indiscriminata i prezzi al consumo. Questo non significa fare impresa ma significa essere avvoltoi. La capacità di un vero imprenditore è quella di sapere coniugare l’interesse imprenditoriale all’interesse pubblico, conservando un minimo di etica.   Aumentare i prezzi approfittando dell’epidemia è quanto di più esecrabile possa avvenire. E’ accaduto un po’ di tutto da quando è scattato l’allarme, dal costo di un biglietto di viaggio raddoppiato fino ad arrivare a prezzi inverosimili per mascherine o igienizzanti/disinfettanti. E qualcuno segnala ora anche rincari sui prodotti finanche alimentari. Laddove non arriva il buon senso credo sia necessario intervengano le autorità preposte. L’invito ai consumatori è quello di segnalare al numero di pubblica utilità (117) della Guardia di Finanza ogni informazione relativa all’alterazione dei prezzi a tutela degli interessi della collettività. Purtroppo è solo con la repressione che talvolta alcuni risultati si possono ottenere.

Matteo Lauria – Direttore I&C

 

 

 

 

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.