Editoriale. La vera battaglia è guardare a Crotone. Proposta ai candidati



Corigliano Rossano –  Siamo al ballottaggio e questa sarà la settimana ultima di una campagna elettorale che, personalmente, auspico possa concludersi al più presto per ragioni che affronteremo dopo il dato elettorale. Come osservatori vogliamo porre l’attenzione all’ultimo ventennio di storia nostrana e, nostro malgrado, riscontriamo un dato purtroppo incontrovertibile che ripropone la questione di sempre: il problema “Cosenza”. Non sono mai stato per le contrapposizioni o per i conflitti territoriali e la fusione deve rispondere proprio alla necessità di puntare ai principi di pari dignità. Ma non possiamo non notare come l’atteggiamento della classe politica cosentina sia orientata cronicamente a curare gli interessi prevalentemente di Castrovillari e Paola.  E i riscontri si colgono su più fronti: in primo luogo la sanità, ma poi anche la giustizia, le infrastrutture, l’imprenditoria. Oggi è tempo di alzare a testa, se si ha forza e coraggio, e di dire basta a questo modo di agire e di pensare. Il messaggio fa fatica a passare, né appare nei programmi elettorali dei candidati. La proposta è quella di avviare un programma di adesione dei comuni della Sibaritide alla provincia di Crotone con la quale abbiamo temi in comune: rete ferroviaria, traffico via mare, statale 106 jonica. Tutti punti che uniscono le due realtà. Ciò determinerebbe anche un più giusto e significativo riequilibrio delle cinque province esistenti dal punto di vista demografico. Il nuovo comune di Corigliano Rossano, come ente capofila, potrebbe svolgere un ruolo determinante in questa direzione mediante un diretto coinvolgimento degli altri comuni. Già la recente revisione dei collegi elettorali aiuta e va nella direzione di una maggiore osmosi tra le due aree. Dobbiamo bloccare e frenare quella cabina di regia che tende ad indebolire la Sibaritide in tutte le sue forme, anche le più strategiche e sottili come quelle di far convergere, con fare astuto, l’utenza dell’alto jonio cosentino su Castrovillari cosi da togliere numeri sia in materia di sanità che di giustizia alla terza città della Calabria. Ci sarebbe da chiedersi: perché non hanno fatto convogliare l’alto tirreno a Castrovillari? Giochetti di basso profilo verso cui una classe politica attenta e coraggiosa dovrebbe iniziare a metterci il naso!   

Matteo Lauria – Direttore responsabile I&C

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2 risposte

  1. Luciano ha detto:

    Un idea degna di essere approfondita

  2. Giorgio Borgogno ha detto:

    Giusto, tant’è che la nostra zona, per dirne una neanche all’apparenza tanto eclatante, non viene più considerata e definita come Piana di Sibari ma Alto Jonio Cosentino, che è pur vero ma spesso quelle che sembrano semplici sfumature in realtà sono bei macigni pesanti e ben pensati. Uno di questi grandi macigni è il cercare di voler farci perdere con delicatezza, un po’ alla volta senza nemmeno che ce ne accorgiamo la nostra identità. Può sembrare poco, una sciocchezza ma in vero è tanto, è un qualcosa facente parte della strategia …

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