Editoriale. La Soget sbaglia e il cittadino deve fare le file …



 

Corigliano Rossano – E pensare che l’esternalizzazione dei servizi nella pubblica amministrazione avrebbe dovuto efficientare le prestazioni. In alcuni casi niente di più falso! L’attenzione viene posta sulla Soget (società di gestione entrate e tributi) sott’inchiesta in alcune realtà con ipotesi di reato gravi come abuso d’ufficio, falso ideologico ed omissione. Non mi voglio addentrare in situazioni che si prestano a dubbi, tuttavia non posso non soffermarmi su una serie di segnalazioni che giungono dall’utenza, non senza avvertire un senso di totale impotenza di fronte a cotanta tracotanza. Alla Signora X, oggi in pensione, viene notificata una cartella esattoriale dell’importo pari a 600 euro per il pagamento del tributo riconducibile all’anno 2010. Fortuna che la malcapitata conserva tutte le ricevute e che sia riuscita a dimostrare che il tributo era stato versato, altrimenti avrebbe dovuto pagare nuovamente, anche perché lor signori si guardano bene dal rispettare i tempi di prescrizione, notificando atti di avviso qualche giorno prima la scadenza. Oggi i cittadini non hanno più l’anello al naso, quando gli errori si moltiplicano sempre in eccesso e mai in difetto qualcosa sotto c’è. E’ un sistema che tutti conoscono, ivi incluso la politica che ci convive, ma nessuno combatte. Perché? Questioni di interessi? Chissà, magari un giorno la magistratura fornirà le giuste risposte! Per il momento un dato è certo: chi tutela il cittadino? E’ mai possibile dover sopportare nell’era dell’informatizzazione e della digitalizzazione l’idea che la Soget sbagli e debba essere il cittadino che per ben tre volte, come è accaduto alla Signora, debba recarsi agli sportelli, sottoposta a lunghe code, al fine di chiarire una posizione il cui errore è in capo alla Soget? Ma che modo di operare è questo? E’ possibile che nessuno risponda per tali disservizi? Esiste una Carta dei servizirequisito richiesto per i gestori dalle leggi in vigore in materia di appalto di servizi pubblici? Chi risponde a chi? Questo dovrebbe essere uno stato di diritto? Si può giocare sulla pelle dei cittadini? Quanti anziani ci cascano e pagano nuovamente i tributi perché magari non hanno conservato le ricevute? A chi deve rivolgersi il cittadino? Ecco perché poi c’è chi perde la pazienza e talvolta commette atti inconsulti! Alla fine, come spesso accade, si persegue chi è preda di un gesto di reazione… E’ l’Italia di sempre: si guarda il dito e non la luna…

Matteo Lauria – direttore I&C

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