Editoriale. Giustizia e corretto utilizzo delle misure cautelari

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Il recente Editoriale del direttore di I&C sul corretto utilizzo delle misure cautelari fortemente stimola al dibattito.
Lungi da me censurare in questa sede l’operato della Magistratura: per fare ciò utilizzo i canali istituzionali perché reputo conforme a civiltà giuridica opinare che i provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria non si commentano ma si gravano se non se ne condividono i contenuti.
Nostro dovere di operatori di diritto è però anche quello di fare argine agli strali populistici che vedono nel provvedimento coercitivo uno strumento di vendetta sociale: la libertà della persona è sacra e ricordo ai più che le manette non sempre tintinnano dinanzi le altrui porte. La giustizia non può essere a doppio binario: forcaiola quando attenziona gli altri e garantista quando si occupa di me.
Matteo ha ragione: troppo silenzio! E il silenzio alle scarcerazioni non può seguire alla ridondanza dei giudizi colpevolistici che d’acchito accompagnano l’esecuzione di provvedimenti cautelari. La libertà personale è sacra e inviolabile e deve essere contenuta solo eccezionalmente. Ben fa a ricordare che una revoca di misura non ha valenza assolutoria: il processo è tutto da venire. Mi permetto dal mio canto di aggiungere che, a maggior ragione, l’emissione di una ordinanza cautelare non raggiunge necessariamente un colpevole e che la libertà della persona – diritto a rango costituzionale – deve essere OBBLIGATORIAMENTE tutelata. La perdita anche per poche ore della libertà è danno irreparabile che non troverà mai conforto nell’istituto dell’ingiusta detenzione perché lascia traccia indelebile e, aggiungo io, insanabile.
In ciò, a mio giudizio, consiste quella giusta e onesta informazione invocata da Matteo nel suo Editoriale: sdoganare l’esercizio del diritto di difesa posto a tutela del diritto penale liberale e del giusto processo da falsate accuse di azzeccagarbugliantismo e nel contempo contenere la propagazione di trionfalistiche dichiarazioni assolutorie qualora una misura cautelare venga revocata perché è onesto il ricordare che la valutazione in positivo sullo status libertatis non necessariamente dipende dalla carenza di gravità indiziaria.

Avv. Ettore Zagarese
Presidente Commissione Affari Penali COA Castrovillari
Segretario Camera Penale di Rossano

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