Editoriale. Fusione, zitti per  20anni, ora i miracoli in 8 mesi



Fusione Corigliano Rossano.  Si ha tutta l’impressione che si mal comprenda la fase transitoria commissariale. Non è ben chiaro se sia prevalente un carattere speculativo o se sia il frutto spontaneo di cittadini che a distanza di 8 mesi vogliano il miracolo. E’ da oltre un ventennio che le due singole città hanno cessato di crescere, per avviarsi a un forma involutiva mai avvenuta nella storia di entrambe. Ora, invece, in soli 8 mesi si chiedono miracoli. E a chi ? A un commissario! Ci sarebbe da ridere, se non piangere. L’ufficio del commissario ha il compito di guidare il processo di unificazione dei due comuni e, in questo, non è certo stato aiutato dalle amministrazioni uscenti, se non a chiacchiere. In tale fase transitoria, dunque, appare più che normale che vi siano delle criticità e urlare al lupo a lupo oggi, dopo un ventennio di decrescita territoriale, è la rappresentazione plastica dell’immaturità imperante in queste nostre realtà. C’è una legge regionale approvata, validata da una volontà popolare, se ne prenda atto una volta per tutte se siamo in una vera democrazia. E cosa e dove porta il catastrofismo, tra l’altro messo in piedi non certo da poveri disoccupati ma prevalentemente da chi ha la pancia piena e vive nella tranquillità?  Ho avuto modo di apprezzare, anche se talvolta ci ritroviamo su posizioni differenti, un “post” su facebook del Maestro Alfonso Pietro Caravetta il quale afferma : “Vi sono persone che coerentemente al loro pensare si propongono quali arguti politologi. Leggo cose paradossali!Io da cittadino non ho manifestato alcun dissenso, a suo tempo, verso la fusione delle ex Città di Corigliano Calabro e Rossano ed è ovvio che vorrei intendere la nuova Città, offrire se è possibile un mio piccolo contributo. Non comprendo coloro che hanno votato no e continuano a dire no alla fusione e nemmeno spiegano per quale visione di Città unica si propongono a candidati per il nuovo consiglio comunale. Inoltre cosa c’entra l’inadeguatezza( eufemismo), o meglio, la completa inadeguatezza( altro eufemismo), la totale incapacità di un commissario nel gestire anche un semplice problema di buche con la futura Città di Corigliano Rossano?”.

Ad avversare la città unica, a fusione fatta, anche alcuni atteggiamenti di certa burocrazia comunale su cui il commissario Bagnato, e qui rinvengo un segnale di debolezza, manifesta un eccesso di indulgenza non giustificata. A peggiorare l’attuale contesto ambientale il frazionamento interno al popolo del SI, partiti e movimenti civici, eccessivamente divisi, alla conquista di chissà quale poltrona. Anche qui rilevo un approccio irresponsabile, misto ad arrivismo e bramosia di potere. Tutti parlano di una sorta di assemblea costituente, ma nessuno prende l’iniziativa operativamente  e nel frattempo cresce il malumore e il malcontento.  Infine l’atteggiamento di una parte dei parlamentari 5 stelle del territorio che ha tutto il diritto di prendere posizione, ma non di essere distruttiva e portare le lancette dell’orologio indietro. E’ un lusso che la povertà non può permettersi. Smettiamola di ragionare con la testa di chi vive nella serenità e pensiamo a chi invece, colpesta la propria dignità elemosinando finanche una bolletta dell’energia elettrica.

Matteo Lauria – Direttore responsabile  I&C

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