Editoriale. Fusione, camminare sulle proprie gambe senza oppressioni

L’appuntamento elettorale si avvicina i 4 candidati in lizza si apprestano a operare gli ultimi ritocchi sulle liste , sembra che avremo qualcosa come quasi mille persone in lista, ma ormai gli schieramenti sembrano stabiliti in linea di massima: A questo punto è utile ragionare di che cosa vogliamo di questa nuova città di Coriglianorossano.

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Premessa  : il pentimento di alcune persone circa l’esito del voto al referendum che ha sancito l’unione di due città differenti, a mio avviso non trova giustificazione nel medio periodo. La fusione era e rimane una opportunità, una prospettiva per migliorare il nostro territorio e la sua capacità di interloquire con l’Italia intera e l’Europa e il Mediterraneo. La storia delle due città che è corsa parallela per molti secoli ora è stata riavvicinata dal comune destino socio-economico, perché le due economie sono sostanzialmente sovrapposte o sovrapponibili sugli stessi aspetti commerciali, agricoli, turistici e questa è la realtà, mentre le mentalità sono ancora differenti e questo è un altro dato di cui non si può non tenere conto. Sta ai cittadini far sì che i due popoli procedano ad un progressivo processo di integrazione, ma le loro economie sono già integrate. E sta alla politica costruire un percorso che risolva il primo problema aperto del nostro territorio: la mancanza di una classe politica dirigente.

Il primo obiettivo. La questione primaria per il destino della città che ci apprestiamo a costruire a mio avviso è la seguente: avere un sindaco e una classe politica che decida finalmente di far camminare questo territorio sulle sue gambe senza il controllo oppressivo della città di Cosenza e di nessun altro. Io mi riterrò soddisfatto se il vincitore della competizione, chiunque esso sia, abbia chiaro in testa questo concetto. Lottare per l’autonomia culturale e politica del territorio.  Una classe politica che cominci a far dialogare le forze sociali ed economiche della città e a proporre soluzioni basate sulla valorizzazione del nostro territorio. Mi riterrei invece completamente insoddisfatto se il vincitore dimostrasse nella realtà una qualche forma di sudditanza anche psicologica alla politica cosentina o calabrese (già a partire dal risultato elettorale). Noi siamo jonici, non ce lo possiamo e dobbiamo dimenticare e dobbiamo sviluppare le migliori condizioni territoriali a partire dalla zona jonica.  Nel momento in cui questa autonomia politica prenderà forma tutti gli altri in Calabria dovranno fare i conti con CoriglianoRossano, che oltre ad essere la terza città della Calabria è la realtà economica più importante.

Secondo obiettivo. Perché questo processo si compia, però, dobbiamo tenere presente che l’organizzazione sociale della città deve crescere sotto il profilo culturale uscendo dal retaggio di un post-feudalesimo che ancora manifesta i suoi prodromi  nel servaggio  diffuso tra i cittadini  rispetto elle elites politico-amministrative( favorito spesso anche dalla precarietà delle condizioni di vita). Il commercio, il lavoro degli uomini e delle professioni e l’istruzione di massa  hanno creato una maggiore indipendenza delle persone, ma rimane una forma di sudditanza psicologica verso personaggi che a volte si nascondono dietro a lobby di potere che utilizzano la posizione dominante nelle istituzioni come una forma per condizionare i cittadini. L’antidoto a questa situazione di retaggio del passato sta nella cultura: la cultura, l’informazione sono la base di ogni progresso sociale. E così deve essere anche per la nuova città. Dobbiamo investire su chi ha studiato nelle migliori università perché restituisca al nostro territorio soluzioni moderne, basate sull’innovazione tecnica e culturale e sulla base di questo si delineino le soluzioni migliori per lo sviluppo della città( in senso urbanistico, architettonico, dei servizi sociali , istruzione, scuole , trasporti ecc.) . Quindi no a cementificazioni selvagge che riproporrebbero solo  una ulteriore dequalificazione del patrimonio urbanistico e sì a soluzioni nuove e moderne ecocompatibili  per tutti i problemi del territorio, affidate anche all’intelligenza dei nuovi giovani laureati.

Terzo obiettivo : risanamentodel territorio.Ci sono una serie di problemi apertieredità di un recente sviluppo caotico e impetuoso  che si è avuto nelle due città senza una programmazione dei servizi e di quanto è necessari per un vivere ordinato e civile. Primo tema: l’abusivismo diffuso. Data la vastità del problema chi dirigerà nei prossimi anni dovrà cominciare a programmare forme moderne di riqualificazione urbana, in cui  i cittadini siano chiamati a fare la loro parte collaborando con l’opera di risanamento. E mi riferisco non solo agli edifici o alle zone abusive, ma agli allacci idrici, alle reti fognarie e quant’altro. O c’è volontà di collaborare per risanare il territorio tra amministrazione e cittadini, oppure qualunque sindaco si trova davanti a problemi più grandi di lui che inevitabilmente è costretto lasciare in eredità a chi viene dopo di lui . Stesso discorso vale per i rifiuti: qui va pensato un sistema autonomo di gestione dei rifiuti, basato sulla raccolta differenziata e su impianti che la servano e sul riciclaggio nonché la diminuzione dei rifiuti stessi. Quindi un impianto moderno di gestione dei rifiuti al servizio della raccolta differenziata che non debba chiedere niente a nessuno e una politica di raccolta differenziata spinta tra i cittadini e di regole precise da rispettare per tutti. La messa insicurezza idrogeologica è una sfida che la città deve vincere con un piano moderno di messa in sicurezza delle aree più vicine ai corsi d’acqua , superando l’attuale fase di incertezza che vede il nostro territorio alla merce degli eventi metereologici estremi, sempre frequenti.

Quarto obiettivo .   Una politica di sviluppo del territorio che ne valorizzi tutte le potenzialità. Primo aspetto è la questione dei trasporti: dialogare col governo per avere nel giro di pochi anni un collegamento superstradale moderno a 4 corsie col sistema viario nazionale e con l’aeroporto di Crotone e gli altri aeroporti. Secondo avere una modernizzazione effettiva del trasporto ferroviario con treni collegati col resto d’Italia, con l’autonomia del porto da Gioia Tauro, in modo da realizzare il collegamento con la ferrovia e in prospettiva col raddoppio della ferrovia jonica( obiettivo questo che si può ottenere con l’unità  politica con Crotone, Catanzaro, Soverato Siderno e Locri e Reggio Calabria). Migliorare il sistema di assistenza socio-sanitaria riqualificando le strutture ospedaliere in attesa della realizzazione di un nuovo ospedale( per il quale è necessaria una maggiore  forza politica regionale ). Sviluppare la promozione turistica del territorio e l’associazionismo tra le imprese turistiche, o quantomeno una forma di politica integrata  che privilegi il turismo marino, montano e nei centri storici, e il dialogo con tour operator internazionali non solo europei, ma anche asiatici. Migliorare il sistema scolastico riqualificando gli edifici esistenti e promuovendo nelle scuole la conoscenza e la valorizzazione del territorio. 

Quinto obiettivo ; avere una macchina amministrativa moderna . Naturalmente l’unione dei due comuni comporterà nel tempo una mescolanza delle competenze amministrative maturate nel dopoguerra. Bisogna che la classe politica la smetta di concepire la macchina amministrativa al servizio del potere personale del singolo o dei singoli personaggi politici, e ci si doti invece di funzionari preparati nel loro lavoro ,in grado di rispondere a tutte le esigenze della modernità, con un rinnovo anche generazionale e la comparsa di figure nuove adatte alla soluzione dei problemi territoriali e con una maggiore attenzione alla continua riqualificazione del personale con forme di aggiornamento continuo.  Inoltre il comune deve predisporre forme di dialogo coi cittadini per il rispetto delle regole, col personale comunjale formato a questo, ma anche per una crescita equilibrata della città.  L’utilizzo della tecnologia digitale può favorire la partecipazione dei cittadini al ,miglioramento della nostra città. 

Prof. Fabio menin 

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