Editoriale. Consigli comunali più produttivi. Livellari, necessita indagare…



La questione dei livellari, usi civici e beni alienabili, liquidata nelle ultime ore in Consiglio comunale dopo lunghe ore di dibattito. Attorno alla tematica, di sicuro interesse, ruotano questioni complesse come l’ipotesi di un utilizzo improprio e speculativo di aree comunali con metodi più o meno legittimi su cui occorrerà indagare. Lunghe discussioni sui social e sui giornali per poi scoprire che abbiamo necessità di prendere tempo per meglio comprendere i termini del fenomeno. Lo scandalo tocca alcune famiglie importanti e alcuni componenti interni alle istituzioni locali, tra cui Biagio Frasca che ieri ha chiarito la sua posizione innescando, però, la reazione di chi contesta l’atteggiamento secondo cui non si possa prendere la parola in assise per fatti personali. In sostanza occorrerà risalire alla natura del bene, identificare il titolo di proprietà, accertare l’eventuale abuso. E poi riscuotere eventuali proventi a beneficio dell’erario comunale. Che in tempi di crisi non sarebbe affatto un male, anzi! Alla fine si è deciso di dare mandato al sindaco Stasi di effettuare, mediante la costituzione di uno staff, una dettagliata ricognizione e di riferire entro 6 mesi in Consiglio. L’idea che si voleva far passare evidentemente  nelle file dell’opposizione  è che nell’attuale maggioranza si adottasse la politica dei due pesi e delle due misure riguardo al processo di moralizzazione della vita pubblica, soprattutto per quelle posizioni sospette i cui protagonisti in campagna elettorale hanno fatto del senso di giustizia una bandiera politica. Elemento in verità fastidioso poiché  apre alla doppia morale!

Sul merito, dunque, ci sarà da attendere gli sviluppi. Un dato è certo: abbiamo bisogno di un Consiglio comunale più elevato nei contenuti e negli interventi. E non credo vi sia un problema solo di qualità che a tratti pure manca, ma prevalentemente di organizzazione. E bene ha fatto il sindaco Stasi a lanciare un monito dopo avere sentito per lunghe ore le varie componenti quando invita i colleghi consiglieri ad “ascoltarsi” allo scopo di trovare almeno qualche punto convergente. Si, perché spesso manca proprio questo! Interventi che si ripetono per contenuti e forma. In molti prevale un alone di protagonismo paragonabile ad atteggiamenti adolescenziali come quando si vuole avere l’ultima parola a tutti i costi. Quasi una corsa a chi dovesse dire la sua, nella consapevolezza che avrebbe ripetuto cose già dette. Il leit motiv è forse la visibilità?  Quando non si ha nulla da dire è meglio tacere se ci si ripete. Non a caso esistono i capigruppo, anche se per la verità sono tanti. Pur in assenza delle famose scuole di partito,  in Assise civica ci si deve arrivare preparati, dopo riunioni politiche preliminari in cui si stabilisce chi deve parlare e cosa deve dire. Non si può andare all’avventura. Ne va di mezzo per l’appunto la qualità, l’efficienza, l’efficacia. Dovremo gradualmente arrivare a consigli comunali più produttivi e meno noiosi. Qualcuno dirà: si paga lo scotto dell’inesperienza? Proprio per questo meglio ascoltare, avere pazienza e formarsi,  almeno nelle fasi iniziali. Dico questo perché oggi questa città è sotto riflettori e deve poter dare il meglio partendo proprio dalla prima istituzione, il Consiglio comunale.

Matteo Lauria – Direttore responsabile I&C

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