Editoriale. Come non bisogna votare alle prossime elezioni comunali

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Quanto è avvenuto nella recente scelta del candidato a sindaco all’interno del movimento cinquestelle locale mi dà lo spunto per chiarire un fatto che ritengo importante per le prossime elezioni amministrative per la nuova città di CoriglianoRossano. Facciamo gli auguri naturalmente al sig. Fiorentino ,candidato uscito vincente con oltre 40 voti contro l’altro candidato Sperandeo che ne ha ricevuti oltre trenta.  Non è tanto il vincitore il problema in sè, ma il modo con cui si è votato, lo spirito che ha guidato nell’urna i militanti del movimento cinquestelle, o perlomeno una buona parte di loro.  Infatti le votazioni si sono svolte nel giro di due giorni senza che né gli elettori di Corigliano, né quelli di Rossano potessero conoscere i due candidati che non hanno potuto svolgere alcuna forma di propaganda personale, cioè far conoscere le idee che hanno per la città nuova. Questa modalità un po’ bizzarra è stata imposta praticamente da uno dei due meetup, quello di Corigliano che ha organizzato la votazione, forse ispirato dai parlamentari locali: e così si è votato senza che gli iscritti conoscessero le intenzioni politiche per la città nuova dei due esponenti. Alla fine visto che di programmi i due candidati non hanno potuto parlare, gli elettori hanno votato per quello che conoscevano,  i coriglianesi per un concittadino, risultato poi vincente, i rossanesi per  l’altro loro concittadino, se si escludono una decina di voti di rossanesi che per motivi di contrasto interni hanno preferito il coriglianese. Il risultato è: un voto poco rappresentativo della platea degli elettori cinquestelle( solo una ottantina di voti ,probabilmente 35%  o poco più dei potenziali  elettori), ma fatto solo per ragioni di campanile. Anche perché i due candidati non hanno potuto farsi conoscere concretamente , perché gli organizzatori , dobbiamo immaginare sotto la supervisione dei deputati e senatori grillini di Corigliano, hanno forzato la mano sui tempi, quasi ci fosse un velato timore nell’approfondire  la conoscenza dei due in lizza, almeno così è sembrato, perché non c’erano ragioni vere per  restringere così i tempi della votazione. La democrazia, se lo ricordino anche chi ha ricevuto i voti di protesta del nostro territorio, si concretizza quando  tante persone possono dire la loro ed hanno il tempo di conoscere bene la situazione: la conoscenza è sempre fonte di crescita, e questo vale anche nelle elezioni che sono la più alta forma di democrazia. E’  quindi da considerare, una votazione poco trasparente, esattamente al contrario dei principi che ispirano il movimento cinquestelle, per quello che finora è dato sapere.   Al di là delle vicende interne al movimento cinquestelle locale, che spesso dall’esterno si fa fatica a comprendere, l’errore sta nel votare per il proprio concittadino. Se questo dovesse ripetersi alle votazioni comunali vere la sorte della città per i primi anni sarebbe un disastro: bisogna votare per chi ha idee nuove per migliorare il nostro territorio e avviare la nostra città di CoriglianoRossano. Guai a votare solo per l’appartenenza geografica, sarebbe la morte dello spirito unitario delle due città. Bisogna cioè che gli elettori delle due città ascoltino i candidati che si proporranno, e siano convinti di ciò che propongono per la nuova città: limitarsi alla difesa del proprio campanile è un modo di vedere le cose molto ristretto. E’ nelle liste che i partiti e i movimenti politici debbono garantire omogeneità territoriale, ma la scelta del candidato sindaco deve basarsi su altri motivi, sul programma e su come si vuole realizzare questa nuova città. Fa un po’ specie registrare che chi si propone a cambiamento del paese, e stia cercando in qualche modo di cambiare le politiche di governo, poi sul piano locale ricalchi il localismo, una delle peggiori specie di politica locale : è proprio il localismo dei politici che finora ha portato ad emarginare la nostra zona con politici eletti di altre zone che se ne sono infischiati del fatto che prendevano i voti qui , ma facevano poi gli interessi dei territori di appartenenza identitaria. E così la Calabria da molti anni è vittima dei localismi che affliggono la classe politica e la rendono cieca di una visione unitaria dei problemi.  Tutto sommato se noi andiamo al fondo di ciò che guida i nostri comportamenti di calabresi e in questo caso di CoriglianoRossanesi  vediamo che ancora c’è tanta strada da fare per migliorare la nostra mentalità in una visione più moderna. Anche gli elettori cinquestelle che si dichiarano di ispirazione per il cambiamento avrebbero l’obbligo di richiedere ai propri eletti comportamenti più lungimiranti del semplice campanile!

FABIO MENIN

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