Editoriale. 500 dipendenti. Bambini nella fogna! Vergognoso…

Corigliano Rossano – Pur rispettando tutti i dipendenti della pubblica amministrazione del nuovo comune di Corigliano Rossano, è tempo che si dia valore al ruolo che essi svolgono nei rapporti con i cittadini/utenti. Più volte, come testata giornalistica abbiamo sottolineato l’importanza di avere un posto pubblico soprattutto in una terra che non offre grandi possibilità occupazionali. Detto ciò, in alcune sacche della pubblica amministrazione permangono elementi di improduttività e talvolta di negligenza. Né regge  la tesi difensivistica secondo la quale con un organo politico vi sia più attenzione, tanto meno si ritiene condivisibile la posizione di  scaricare le responsabilità su un organo commissariale che può anche commettere degli errori di valutazione ma rimane il fatto che la responsabilità è soggettiva e, quindi, di ogni singolo dipendente. Come si possono lasciare cittadini nella fogna  nonostante le sollecitazioni continue e costanti? Bambini costretti a convivere nell’olezzo, una vergogna! E, questa mattina, i residenti di Viale Sant’Angelo sono stati costretti a bloccare la strada rischiando anche qualche denuncia. E perché? Perché la pubblica amministrazione è inadempiente! Solo dopo la protesta qualcosa, come al solito, si è mosso. Un meccanismo perverso poiché si dice implicitamente ai cittadini: rendetevi protagonisti di gesti estremi perché solo così si muove qualcosa. Assurdo! Ancor prima le lamentele sui  ritardi nel dramma di Thurio, i lavoratori del verde pubblico, e poi la mensa, gli asili nido, i riscaldamenti, il trasporto, etc etc etc. E siamo semplicemente di fronte all’ordinaria amministrazione!

I soldi spuntano per incarichi dirigenziali, anche quando non vi è bisogno, per posizioni organizzative, per conversioni contrattuali, non c’è un euro invece per l’erogazione di servizi essenziali. E’ un problema di visioni politiche più attente forse a tutelare  certe corporazioni meno al sociale. Siamo ora in pieno clima natalizio e persino i commercianti si stanno autotassando per un minimo di luminarie.

Parliamo di un comune di 80mila abitanti e con 500 dipendenti, alcuni dei quali sono passati di recente da part-time a full-time. E’ evidente che  qualcosa  non va in questa macchina comunale. Troppo è il malcontento strisciante in città. Eppure abbiamo fior fiori di dirigenze e di funzionari che costano e non poco alle casse comunali. Avranno pure le loro responsabilità, nessuno lo mette in dubbio, ma la cartina di tornasole resta il grado di soddisfacimento della comunità. Che allo stato è e resta pessimo!

Eccezion fatta per una parte anche importante di dipendenti comunali e di ex lavoratori socialmente utili, occorre riformare le condotte comportamentali. E in questo il sindacato ha un ruolo significativo: non può né deve difendere a prescindere sol perché si è tesserati. L’invito è quindi al senso di responsabilità. Non è un caso se siamo arrivati finanche a forme degenerative in area tecnica o economica. Abbiamo una buona porzione di burocrati, anche nei piani alti, che convive con sentenze di condanna, con rinvii a giudizio, con avvisi di garanzia, con processi in corso. Situazioni che andrebbero analizzate soprattutto sotto il profilo dell’opportunità nel continuare a  restare in alcuni posti strategici. E’ ora di dire basta alla negligenza, guardiamo alla produttività, nella consapevolezza che è necessario partire dal dato della qualità e dell’efficienza dei servizi. Ora invece la preoccupazione prevalente è se alcuni uffici saranno centralizzati a Corigliano o a Rossano, perdendo di vista l’asticella della qualità dei servizi. E’ un problema di uomini e donne, di competenza, di professionalità, di voglia di fare. In tutto questo “non fare” cresce, senza che vi sia alcuna attinenza, il malcontento contro la fusione. Che, come direbbe Di Pietro, non c’azzecca un bel nulla. E’ solo un alibi  per giustificare chi non è in grado di guidare questo processo.

Matteo Lauria – Direttore responsabile I&C

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