Dissesto idrogeologico, Sibaritide terra vulnerabile: per l’emergenza poteri ai sindaci

Lo Jonio si conferma un’area vulnerabile a rischio sotto il profilo idrogeologico: torrenti e fiumare a pettine attraversano l’intera Piana di Sibari, spesso non manutenzionati e con la presenza di interi agrumeti. Colline scocuzzate per costruirci civili abitazioni unitamente al difficile deflusso delle acque bianche che, in alcuni casi, si canalizzano insieme alle fogne. Creano costante apprensione le zone a rischio “frane” soprattutto nelle aree ricadenti nei centri storici. E, infine, il problema dell’erosione costiera e del mare che avanza. In questo contesto manca lo Stato, mancano i finanziamenti, e i sindaci invocano poteri straordinari al fine di contrastare i fenomeni emergenziali. È la posizione del sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi che richiama il caso di Ischia ma ricorda anche l’alluvione che colpì il centro jonico nel 2015. «Servono fondi e semplificazioni nelle procedure. Il fiume Crati, una delle più importanti emergenze regionali, che soltanto pochi anni fa ha superato gli argini devastando chilometri di terra, case, imprese. Fondi stanziati, 8 milioni di euro (fondi per lo sviluppo e la coesione). Inizio previsto dei lavori, novembre 2019. Stiamo ancora aspettando». Ma c’è di più: «Come sindaco sono dovuto intervenire più volte, in emergenza, per mitigare i danni e rafforzare gli argini, spendendo altre risorse e comunque non realizzando un lavoro definitivo. Il Commissario Straordinario per la mitigazione del dissesto idrogeologico ha un costo complessivo quasi 500 milioni, e gestisce risorse per investimenti sulle infrastrutture per 475 milioni di euro. La percentuale di progetti conclusi è dello 0%. Non è un errore o una semplificazione: zero per cento».  L’amministratore ricorda come siano stati intercettati in passato dalla sua giunta 5 milioni di euro per far fronte al dissesto idrogeologico una cui parte  sono stati investiti in opere soltanto quest’anno, dopo tre anni. I ritardi riguardano anche la messa in sicurezza delle scuole, delle caserme, degli edifici comunali.

Alluvione (Rossano) nel 2015

Capitolo “abusivismo”

Su questo versante il primo cittadino richiama l’attenzione sugli uffici comunali: «fate un salto nei nostri uffici, contate i tecnici dell’urbanistica o gli agenti della pattuglia edilizia – per quei comuni in cui la pattuglia edilizia esiste – e metteteli in relazione al loro carico di lavoro. Il Ministro Brunetta aveva avviato un piano per il rafforzamento di determinati uffici in funzione del PNRR: ad un comune come Corigliano-Rossano ne sono arrivati tre, di cui uno ha rinunciato. Per un lavoro discreto ne sarebbero serviti un centinaio. Intanto il nostro ufficio Risorse Umane manda avanti e prova a smaltire con grande fatica tutte le procedure di concorso che abbiamo pianificato fin dal 2019.  Anche in questo caso, se è vero – come tutti i Neoministri hanno ribadito a Bergamo, nel corso dell’Assemblea Nazionale ANCI – che i sindaci sono la sentinella dello Stato sul territorio, è evidente che le sentinelle solitarie, senza un esercito di tecnici, amministrativi, agenti di polizia locale, possono presidiare ben poco. Servono semplificazioni. Sarò di parte, ma credo che in Italia l’unico soggetto istituzionale in grado di intervenire con efficacia su questo tema siano i sindaci, i quali però hanno bisogno di fondi, ma anche e soprattutto di strumenti – straordinari ed ordinari – che consentano di superare la burocrazia e di abbattere i tempi di intervento».

 

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