Dislessia, tecniche di apprendimento. Incontri a Rossano e Trebisacce



Luigi Iozzolino

L’otto ottobre u.s. si sono chiusi i riflettori sulla Settimana Nazionale della Dislessia, edizione 2017, in tutt’Italia.
Nella provincia di Cosenza, l’Associazione Italiana Dislessia è stata particolarmente attiva con le iniziative di sensibilizzazione, divulgazione e formazione sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento, i c.d. “DSA”.
Si sono svolte diverse azioni tra Cosenza città, Castrovillari, Trebisacce e Rossano.

In particolare, a Rossano, gli eventi promossi dal locale sportello d’Ascolto hanno prodotto una sinergia ed una collaborazione straordinari per via del partenariato che ha coinvolto le scuole di ogni ordine e grado del territorio, i comuni della Sila Greca e l’associazionismo.

Le azioni svolte, nell’ambito del progetto “Dislessici in equilibrio”, sono state caratterizzate da tre eventi in particolare: il 7 ottobre un seminario informativo e formativo, tenuto presso l’aula magna dell’I.I.S. “Ettore Majorana” in via Mazzei, che ha avuto come “attore” protagonista Salvatore Giuliano, dirigente scolastico dell’I.S.S. “Ettore Majorana” (una bella coincidenza!) di Brindisi, ormai famoso in tutta Italia per la sua idea innovativa sulla scuola del futuro. Giuliano ha relazionato su “book in progress, cultura scientifica e tecnologia nell’uso degli strumenti compensativi nell’apprendimento”. Egli ha parlato della scuola come di un luogo da “ricostruire” in bello: accogliente negli spazi fisici di certo, ma anche inclusiva dando dignità a tutti gli studenti che devono sentirsi parte di una Comunità in cui la condivisione e la cooperazione tra pari e docenti apra la mente alla regola delle “tre P”: Passione, Passione, Passione che tradotto più semplicemente è amore per la scuola e per il fare nella scuola.
Quindi ha illustrato la sua idea del “book in progress”, concepita da Giuliano di ritorno da un viaggio a Boston e da cui si sono aperte le porte ad una rete di quasi duecento scuole in Italia che collaborano per produrre libri che raccontano, sperimentano, stimolano un modo nuovo di apprendere, fondando un rapporto stretto con la tecnologia ormai irreversibile anche e necessariamente nella didattica. La tecnologia che rende possibile l’apprendimento personalizzato per tutti e il digitale che serve per comunicare con realtà vicine e lontane.
Altro concetto chiave del suo intervento è stato “l’apprendimento attivo”, cioè “si impara a scuola non a casa, si progetta, si organizzano i contenuti, si sperimenta”, si tratta della “classe capovolta”. Questa è la scuola che rende protagonisti i ragazzi, e in particolare quelli che hanno più bisogno come i dislessici, per esempio, e quelli che vengono annoverati nei c.d. “BES” (bisogni educativi speciali). Questa idea è talmente piaciuta in giro per l’Italia che tanti ragazzi hanno lasciato le loro scuole d’origine, anche dal nord Italia, per scendere a Brindisi a vivere questa nuova esperienza: la scuola contestualizzata.
In conclusione in quel pomeriggio di lavoro si è realizzata una semina nuova, originale e rivoluzionaria che punta “alla scuola per tutti indistintamente”, perché la scuola deve camminare con il tempo, non possiamo adottare una locomotiva, ignorando i treni ad alta velocità.
La sala gremita in ogni ordine di posto, come si conviene ad una grande occasione, con gli applausi a scena aperta ha dimostrato di condividere e sostenere una tale nuova visione.
Sono altresì intervenuti la dirigente scolastica della scuola ospitante, Pina De Martino che ha relazionato su “Innovazione e inclusione”, quindi la presidente della sezione provinciale AID di Cosenza, Silvia Lanzafame, che ha parlato della Settimana della Dislessia e della sua personale esperienza come giovane dislessica. Hanno moderato “a quattro mani” Carmela Felicetti, socia AID e psicologa-psicoterapeuta del servizio di neuropsichiatria infantile-ASP Cosenza, distretto jonio sud Rossano, e Giovanni Mulè, pedagogista e referente dello sportello d’ascolto AID Rossano.

L’8 ottobre invece, gli eventi programmati: una maratona amatoriale e un laboratorio di “stone balancing” si sono svolti sul lungomare della città bizantina in prossimità dell’anfiteatro e sulla spiaggia.
Protagonisti tutte le associazioni di volontariato e le scuole aderenti alle manifestazioni, nonchè tanti liberi cittadini, giovani e famiglie con bambini, richiamati da un sole caldo e splendente e dalle acque azzurre dello jonio calme come in un giorno d’agosto, per sentir parlare di dislessia, disturbi dell’apprendimento, diritto di cittadinanza dei dislessici, vedere esibizioni degli studenti presenti con canti, balli, estemporanea di pittura, scacchi, volo di droni costruiti dai ragazzi e per concludere con l’arte dinamica delle “pietre in equilibrio” che ha sulla scena un giovane artista calabrese, di Crotone, Mario Carnè.
Egli è un balancer e da più di quindici anni cerca di diffondere l’arte delle pietre e del bilanciamento con le sue performance artistiche. Ha spiegato, prima di aprire il “laboratorio all’aperto” che “la ricerca di equilibrio di due o più pietre richiede pazienza, umiltà, estraneazione dallo scorrere del tempo, immersione nella natura e ascolto dei suoni e del silenzio”.
L’idea di inserire, nella settimana di divulgazione della dislessia 2017, un laboratorio esperienziale d’arte è maturata dal desiderio di far sperimentare ai nostri ragazze/i dislessici, ma non solo a loro, qualcosa di nuovo, ma dal sapore antico, appartenente ai giochi dell’infanzia. Sul piano individuale questa esperienza Zen rafforza abilità trasversali utili in tutti i processi di apprendimento: orientamento al compito, tenacia e perseveranza, pazienza, accuratezza e precisione, autoconsapevolezza, problem-solving, creatività, decision making.

Alla fine una grande festa di colori si è vista sul lungomare di Rossano, insieme alla gioia della condivisione, dell’essere parte di un tutto.

Di certo l’obiettivo è stato raggiunto e probabilmente d’ora poi ci saranno meno persone di quante non ce ne fossero prima che avrebbero di punto chiesto: “ma la dislessia è una malattia?”.

Grande energia si è respirata, di certo forza vitale per tornare a riparlarne.

(Luigi Iozzolino, socio AID – sez. prov.le di Cosenza)

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