Crati. Il rischio che si possa giocare sui cittadini di Thurio e Ministalla



Sono intervenuta alla manifestazione organizzata dagli abitati di Thurio e Ministalla colpiti dall’alluvione dello scorso novembre 2018 per parlare di due questioni importanti quali l’avvio dei lavori di rifacimento dell’argine del fiume e delle domande di risarcimento danni. Per quanto riguarda l’avvio dei lavori ho comunicato ufficialmente ai residenti che la Regione ha provveduto ad aggiudicare i lavori a una ditta del catanzarese e che ora sono in corso, secondo i relativi obblighi di legge previsti dal codice dei contratti, se la stessa sia in possesso di tutta la documentazione richiesta per poterle poi affidare definitivamente l’appalto. Mediamente il tempo richiesto per questi adempimenti è di circa trenta giorni ma ho chiesto al Dipartimento regionale di competenza di accorciare, sempre rimanendo nell’alveo della legge, il più possibile i tempi delle verifiche. Avrò novità su questo già nei prossimi giorni. Le avrò, soprattutto, anche sulla questione delle domande di risarcimento danni che sono state fatte produrre ai cittadini di Thurio e Ministalla perché non è chiaro e né certo, al momento, che l’estensione della calamità naturale decisa dal Dipartimento nazionale della Protezione civile, afferente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, decisa a fine febbraio 2019, valga anche per gli eventi alluvionali di ottobre e novembre 2018. In merito a questo sentirò il responsabile del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria Giovinazzo in settimana e mi invierà una relazione. Se gli eventi del 2018 non rientrassero nella delibera di febbraio 2019 si sarà giocato ancora con cittadini e aziende che hanno vissuto una autentica tragedia. Bisogna immediatamente procedere a questa verifica della documentazione per capire se ci sono i fondi destinati altrimenti sarà stato solo uno specchietto per le allodole. E lo dico con cognizione di causa perché seguo, carte alla mano, la questione sin dall’inizio e so che il problema con la dichiarazione dello stato di calamità naturale era che per la protezione civile non era stato un evento calamitoso eccezionale ma un evento idrogeologico che si sarebbe potuto evitare se chi di competenza avesse fatto manutenzione all’argine e non lo avesse lasciato nel tempo in balia dei danneggiamenti, dei problemi e delle lesioni che lo hanno fatto deflagrare a fine 2018 causando quello che ormai tutti ricordiamo come una autentica tragedia per le popolazioni di Thurio e Ministalla.

 

Rosa Silvana Abate – M5S Senato Commissione Agricoltura

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