Fabio Menin

«10925: questa è la cifra dei colpiti da covid di ieri e il numero, come sappiamo in realtà è molto inferiore alla realtà di almeno tre o quattro volte, se non più. E pensare che all’inizio dell’estate il virus sembrava quasi sparito: una volta passeggiando sul mare un amico(che lavora all’asl) incontrandomi mi disse: “ Ma quale mascherina, ancora parli di mascherina?” ed io, che indossavo la mascherina, gli risposi che la mia situazione personale non mi permetteva di togliermela. Ora chiaramente sbagliava lui, anche perché la ragazza che gli stava a fianco la indossava pure lei. E in cuor mio pensavo a quanto sia stupido l’uomo che sa guardare avanti solo con l’occhio sul proprio naso. Dimentica facilmente ciò che è avvenuto al punto che anche chi è rimasto immune dal virus come le regioni meridionali si è esposto senza criterio al contagio che adesso si sviluppa impetuoso anche da noi( vedi Sicilia e Campania) . Un solo esempio: un panificio che fa anche piatti pronti, mandava tutti i giorni un suo dipendente sulla spiaggia a portare il cibo appena sfornato ai turisti sotto l’ombrellone. I gestori del panificio sono finiti tutti contagiati e l’attività ha dovuto abbassare la saracinesca. Ora comprendo perfettamente che i ristoratori, i gestori di attività turistiche hanno voluto correre un rischio calcolato, ( pur di non perdere i guadagni dell’estate) solo che così stanno facendo correre rischi enormi a tutta la popolazione. Ecco che qui viene fuori la mancanza di un’autorità pubblica seria: né governo centrale, né presidenti di regione, né sindaci si sono dimostrati all’altezza di quanto sta avvenendo. In Calabria addirittura abbiamo avuto la riapertura dei locali quando il governo ancora li voleva chiusi. Ci siamo fatti del male da soli. Solo che adesso in quel panificio di gente senza cervello non ci vado più…».

Un riferimento anche a «quel furbacchione del sindaco, che per non guastarsela con nessuno ha fatto finta di nulla, senza prendere alcun provvedimento cautelativo», in merito al quale Fabio Menin ricorda che «quando si aspira a diventare primi cittadini bisogna sapere il compito che si vuole affrontare che cosa comporta. Gioie e piaceri, ma anche sapersi assumere le proprie responsabilità quando è necessario. A che cosa serve mandare i vigili a controllare adesso che il pericolo si è aperto in maniera chiara anche nella nostra comunità calabrese? E parlo dell’autorità politica perché dell’asl, purtroppo è meglio non parlare, tanta è la disorganizzazione e la povertà di mezzi, come ognuno conosce benissimo anche per esperienza diretta. Non tutto è da buttare via, resta il cuore delle persone he quando sono sotto sforzo sanno anche dare l’anima( anche nella nostra asl), e questo ci aiuta nei momenti difficili.
Un particolare vi racconto:
Per curiosità alla fine dell’estate ho incontrato un deputato alla camera al quale ho chiesto semplicemente che cosa ha fatto il governo finora per aumentare medici, infermieri e personale sanitario. Risposta: nulla, ma ha intenzione di fare.
E dunque di che cosa stiamo parlando? E badate bene non è che questo governo si stia comportando peggio di quelli che lo hanno preceduto, tutt’altro. E’ la nostra incapacità di guardare avanti, di fare delle scelte che non siano legate all’oggi, alla soddisfazione dei sensi oggi, che è la causa dei nostri guai.
Alcuni anni fa mi è stata salvata la vita in un reparto dell’ospedale della mia città, Corigliano Rossano. Ebbene quel reparto è semplicemente stato smantellato, perché dopo la pensione dei medici in sostanza niente più è rimasto. E allora? Purtroppo, spiace dirlo, ma l’unica soluzione in questo momento è che ognuno si guardi le spalle sue con la giusta cautela perché ci aspetta un inverno brutto: anche se il governo non lo ha chiesto, cerchiamo di esser prudenti al massimo, usciamo solo quando è strettamente necessario ed evitiamo ogni forma di assembramento, ovunque, sia nelle strade sia in casa con gente che viene da fuori e cerchiamo con sale in zucca di usare tutte le precauzioni che ci sono state insegnate, dalla mascherina a tutto il resto (Comunicato stampa)».
Fabio Menin