Corigliano, tributo depurazione illegittimo

CORIGLIANO “Il comune insiste nel richiedere il pagamento del tributo sulla depurazione, ecco perché l’ente deve essere processato per indebito arricchimento”. Non ha dubbi in proposito il Coordinatore del Movimento Centro Storico, Giorgio Luzzi, riguardo una tematica che il movimento sta portando avanti da anni. “E’arcinoto – afferma Luzzi – il disinteresse e il silenzio assordante di tutta la politica riguardo tale spinosa materia, eppure tutti sanno che il pretendere tale tributo è illegittimo, arbitrario, perché trattasi di somme non dovute per prestazioni totalmente inesistenti e prive delle condizioni richieste dalla legge per il suo riconoscimento da un punto di vista giuridico. Tale tributo (come nel caso del borgo antico) – spiega Luzzi – non deve essere applicato, in quanto, non essendo erogato tale servizio ai cittadini, richiedendo il tributo altro non si pone in essere che la violazione di un principio o di un obbligo giuridicamente sancito da più sentenze emesse dalla Corte Costituzionale e dai vari giudici di pace e che hanno visto il comune soccombere, al momento manca solo il pronunciamento della Procura di Castrovillari che nel 2014 è stata chiamata a pronunciarsi in merito dal Movimento Centro Storico e dal Movimento Coriliani. Il comportamento posto in essere dal comune – secondo Luzzi – denota un atteggiamento omissivo, recidivo da parte dell’intero consiglio comunale, in primis il sindaco, il segretario comunale, l’intera opposizione, i dirigenti e in parte le due società deputate alla riscossione del tributo idrico. Cittadini, contribuenti onesti consegnati nelle mani di società e politici completamente ignari della realtà coriglianese. Non è possibile essere trattati come polli da spennare dal Comune che calpesta i più elementari diritti pur di introitare denaro, delegando società private alla riscossione di somme molte volte inesigibili perché già scadute. Ciò denota, se c’e ne era bisogno che molti dei politicanti locali, in primis chi amministra oggi il comune sono incapaci nel dare risposte concrete ai veri bisogni del contribuente, i loro progetti sono rivolti altrove: pratiche clientelari che ne assicurino la rielezione magari a sindaco o a consigliere comunale. Siamo messi, veramente male, – conclude Luzzi – la maggior parte dei politicanti, degli amministratori locali, tra l’altro formatosi alla università della miseria va il primato di avere smarrito il senso della ragione e del decoro”.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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