Corigliano-Rossano: Vax Day i complimenti del generale Pirro, critico in provincia il dato dei contagi

Palabrillia

Due-giorni di Vax Day al Palabrillia di Corigliano-Rossano in cui sono state somministrate in totale 1350 dosi di AstraZeneca su circa 1700 programmati in prenotazione.  Sul posto, nella giornata di ieri, si è recato inaspettatamente il delegato della struttura nazionale del commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, generale Saverio Pirro che si è complimentato con l’organizzazione, sottolineando l’esigenza di rispettare la piattaforma e lavorare nella direzione della più assoluta trasparenza. Priorità assoluta ai “fragili” e agli over 60. «Sul piano vaccinazioni non andiamo male, ha affermato il Direttore sanitario dell’Asp di Cosenza Martino Rizzo, abbiamo la percentuale più alta di ultraottantenni e di fragili vaccinati, dopo la Provincia di Catanzaro. Ma ci sono aree (Reggio Calabria) dove siamo molto indietro, e perciò la Calabria continuerà ad essere ultima nelle statistiche». Nel frattempo i dati dei contagi nella provincia di Cosenza si confermano alti: 248 tamponi positivi su un totale di 935, tradotto in percentuale è il 26,5%, decisamente al di sopra del dato nazionale. Calano gli accessi in ospedale dopo il periodo di alta concentrazione dei flussi: 235 in tutto, 115 presso l’A.O. di Cosenza (di cui 16 in rianimazione), 5 a Reggio Calabria, 27 a Catanzaro  di cui 3 in rianimazione), 92 negli ospedali dell’azienda Sanitaria ( di cui 4 in rianimazione).  Su Corigliano-Rossano si sono registrati nell’ultima settimana 73 casi positivi, 297 negli ultimi 14 giorni. Ciò significa che la valanga di contagi è discesa. Rimangono preoccupati i flussi a Crosia, Cassano, Mandatoriccio, Rocca Imperiale.

Alla base delle criticità la commistione politica/sanità

Non manca qualche nota polemica sulle ragioni che sono alla base delle criticità dell’Asp cosentina e il Direttore Rizzo non si risparmia: «La situazione complessiva della sanità cosentina è drammatica, ma questo si sapeva. Si potrebbe fare molto, se solo si lasciassero lavorare i tecnici. Ma ci sono difficoltà. Aggravate dal fatto che per qualcuno è iniziata la campagna elettorale. E c’è chi non ha capito che qualcosa è cambiato, che la gente è cambiata, ed è stanca, e reclama giustamente i propri diritti.  C’è chi non ha capito che non si guadagnano voti difendendo l’incapacità, ma facendo andare meglio le cose, facendo capire a chi crede di avere “santi in paradiso” che è ora di rimboccarsi le maniche, di sentirsi parte della squadra, di sacrificarsi per quella squadra rinunciando a qualche privilegio acquisito senza merito. C’è chi non ha capito che non si guadagnano voti difendendo il servizio o il reparto improduttivo, per garantire posti a personale che produce nulla in termini di salute, ma solo sacrificando qualcosa in cambio di una reale risposta ai bisogni dei cittadini. C’è chi non ha capito che non si guadagnano voti facendo un uso politico della vaccinazione, ma solo aiutando il sistema ad essere più trasparente e giusto, garantendo agli aventi diritto, e solo a quelli, la vaccinazione, nella consapevolezza che prima o poi toccherà a tutti. C’è chi non ha capito che la situazione è grave, e che siamo tutti su una stessa barca, che fa acqua». (lacnews24.it)

 

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