Corigliano Rossano: Scontro Straface-Stasi, il MdT: «Linguaggio indegno di un rappresentante istituzionale»

“Continua a stupire, e naturalmente negativamente, il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, per la “capacità” di replicare stizzito, sinonimo di evidente nervosismo e debolezza politica, a legittimi interventi afferenti le questioni cruciali che stanno a cuore all’intera comunità, come quelle delle ultime ore inerenti la riapertura o meno degli istituti scolastici alla luce dell’aumento esponenziale dei contagi Covid. Il dato ancora più preoccupante, tuttavia, è che il sindaco della terza città della Calabria non riesce a leggere bene e dunque a comprendere, forse perché tradito dalla troppa ansia di rispondere, che l’intervento in questione porta la firma di un gruppo politico, il Movimento del Territorio, costituito da donne e uomini residenti e operanti in città e non dell’onorevole Pasqualina Straface. Ma la fretta, si sa, è cattiva consigliera. Peccato per il sindaco Stasi: noi non siamo più disposti a tollerare oltre siffatto modus operandi”.

Gianni Corrado

È quanto dichiara, in una nota, Gianni Corrado, rappresentante del Movimento del Territorio.

“Se è, infatti, pur vero che il Movimento del Territorio è in simbiosi con il consigliere regionale Pasqualina Straface, la cui linea politica siamo orgogliosi di condividere e sostenere, è altrettanto vero che lo stesso Movimento del Territorio è entità ben definita, che come tale ha tutto il diritto e il dovere di esprimere le proprie pubbliche posizioni. Il sindaco Stasi, invece, rispondendo direttamente e con linguaggio indegno di un rappresentante istituzionale, si rivolge alla persona dell’onorevole Straface, che invece non è la firmataria del comunicato stampa al quale si riferisce. Motivo per il quale – dichiara Corrado – sia noi esponenti del Movimento del Territorio che l’onorevole Straface ci riserveremo di adire tutte le vie legali, essendoci già attivati qualora si ravvisino elementi di reato inerenti la diffamazione a mezzo stampa. Termini inappropriati e fuori luogo che non si addicono a chi dovrebbe rappresentare in modo decoroso, ad iniziare dal linguaggio, un primo cittadino e che qualificano, evidentemente, la statura politica di chi li emana. Non riuscendo, e questo è il fatto grave, neppure a distinguere l’intervento di un consigliere regionale da quello, come invece nel caso odierno, di un Movimento politico, ossia di una comunità di donne e uomini che si riconosce in una ben individuata linea politica. Avremo certamente modo di farlo presente opportunamente, sulla stampa come nelle sedi preposte, a chi si scalda facilmente allorquando si sollevano problemi e tematiche, ripristinando la doverose condotte e chiamando ciascuno alle proprie responsabilità”. (comunicato stampa)

 

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