Corigliano-Rossano: Pac, IIS Majorana vuole giocare da protagonista.

CORIGLIANO-ROSSANO Elevare la qualità delle competenze tecniche ed agronomiche. Favorire ed accompagnare il ricambio generazionale. Puntare sul dialogo attivo con la rete delle imprese territoriali. Privilegiare da protagonisti la sperimentazione ed il continuo aggiornamento dei percorsi formativi. Offrire professionisti della eco-sostenibilità, della competitività e della qualità della vita al mondo agricolo, della trasformazione, della ristorazione e dell’accoglienza. Contribuire a promuovere nella didattica ma anche nello spirito d’impresa e di cittadinanza i metodi, i valori e gli obiettivi dell’economia circolare, dell’educazione e della sovranità alimentare e della meritocrazia, perché l’unica raccomandazione vera e duratura resta quella dello studio e della preparazione.

La grande comunità scolastica dell’Istituto d’Istruzione Superiore (IIS) E.Majorana di Corigliano-Rossano – ha dichiarato il dirigente scolastico Saverio Madera, rivolgendosi soprattutto agli studenti – ha tutte le carte in regola per contribuire ad avvicinare le nuove generazioni di questo territorio agli obiettivi strategici della nuova politica agricola (Pac) entrata in vigore lo scorso 1 gennaio: oltre 35 miliardi di risorse comunitarie fino al 2027, fondamentali – ha scandito – per sostenere la competitività delle imprese e l’obiettivo della sovranità alimentare del Paese in un momento di grande difficoltà per il balzo dei costi.

L’occasione per ribadire il rafforzato impegno territoriale del Majorana rispetto alle prospettive di sviluppo di una delle aree produttive più importanti della Calabria e del Mezzogiorno è stato offerto dal Seminario sulla nuova Pac 2023-2027 dal titolo “Gli strumenti per una crescita sostenibile per l’agricoltura e l’agroalimentare della Calabria” promosso da Coldiretti Calabria ed ospitato nell’aula magna dell’Istituto, nell’area urbana di Rossano. – All’incontro, molto partecipato ed al quale erano presenti anche i dirigenti scolastici del Liceo di Corigliano, Edoardo Giovanni De Simone e del Nicolas Green, Alfonso Perna, dopo i saluti dello stesso Madera, sono intervenuti anche Antonino Fonsi presidente di zona Coldiretti Rossano; Francesco Cosentini direttore Coldiretti Calabria e Giovanni Cipolla responsabile regionale Pac e Psr.

Delle diverse novità contenute anche nel Piano Strategico Nazionale dell’Italia sull’applicazione della Politica Agricola Comune (Pac), approvato da Bruxelles, Madera si è soffermato sull’aumento delle risorse per i giovani, sui fondi rafforzati per il biologico, ma anche sull’attenzione alle filiere strategiche dalla zootecnia all’olio, sul principio della condizionalità sociale per frenare il lavoro nero e sugli eco-schemi – una delle novità ambientali – che consistono in pagamenti aggiuntivi riconosciuti agli agricoltori che si impegnano volontariamente al rispetto di pratiche agricole per regimi ecologici che vanno oltre la condizionalità rafforzata.

Per i giovani – è emerso in particolare nel corso del seminario – rimane la possibilità di usufruire di un premio aggiuntivo a cui l’Italia dedicherà il 2% del proprio budget nazionale al quale si aggiunge un altro 2% dai fondi di sviluppo rurale. L’aiuto sarà riconosciuto ai giovani agricoltori sotto forma di pagamento annuale per ettaro ammissibile, fino ad un massimo di 90 ettari. L’importo è calcolato moltiplicando il valore medio nazionale dei titoli per il numero di ettari ammissibili ed è concesso per massimo 5 anni a partire dal primo anno di presentazione della domanda di aiuto.

Rispetto a tutte queste sfide – ha proseguito il dirigente – è evidente che c’è sempre più bisogno delle esatte competenze che questa scuola è in grado di offrire e di quel ricambio generazione che siamo impegnati a garantire. L’obiettivo deve essere quello di riuscire a completare lo stesso numero di quinte classi in agraria che in proporzione viene garantito nelle regioni del nord. E come gli istituti agrari del nord dobbiamo sfornare sempre più giovani e sempre più competenti. Perché solo così – ha concluso Madera – potremo essere alla pari delle altre regioni e competitivi su scala nazionale e globale, puntando sulla nostra terra e sul ritorno manageriale alla terra dei nostri giovani, sulla nostra biodiversità e sui marcatori identitari distintivi di tipo agroalimentare che possiamo vantare.

COMUNICATO STAMPA

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