Corigliano-Rossano. Maggioranza consiliare: Un po’ di chiarezza sul Verde pubblico

statuto

CORIGLIANO-ROSSANO – L’Amministrazione a tutela della nostra comunità, già in tempi non sospetti, si era posta la problematica relativa alla gestione e manutenzione del verde urbano, che a seguito della fusione dei due ex Comuni, oggi assume una valenza diversa, organica, scientifica e metodologica.

Con una delibera di Giunta, di qualche mese fa, è stato dato un indirizzo politico-amministrativo per la predisposizione di un censimento del patrimonio del verde urbano del Comune di Corigliano Rossano.  Uno strumento necessario per avere contezza del patrimonio arboreo pubblico e conoscenza dello stato fitosanitario dello stesso e degli alberi a rischio schianto che potrebbero causare danni a cose e persone.

Un censimento importante consistito nella schedatura e georeferenziazione di tutti gli alberi con le dovute criticità connesse (marciapiedi sollevati, alberi potati in maniera irrazionale, alberi da sottoporre a stima della stabilità). Un lavoro certosino, oggi giunto quasi a conclusione, necessario per migliorare la gestione e la pianificazione degli interventi delle aree verdi e delle alberature stradali. Uno step cui seguirà un piano di valorizzazione (come da linee programmatiche) e un vero e proprio piano di manutenzione unico per tutta la città, in cui sarà rivolta, così per come prevede la norma vigente, particolare attenzione ad un progetto di assorbimento.

Una scelta che non solo è espressione del principio di unificazione dei servizi ma che supera anche quel concetto anacronistico del verde come “problema” o peggio ancora “rifiuto” facendo emergere invece benefici per l’ambiente e la società, presente e futura: quale risorsa contro l’inquinamento ambientale, rigenerazione psico-fisica, bellezza e paesaggio.

Sono questi i motivi che ci hanno spinto a esprimere un voto contrario ad una proposta di delibera, presentata dalla minoranza sul verde pubblico e sulla stabilizzazione di dodici operai.

Nei paesi più moderni si va nella direzione di separare l’igiene urbana dal verde pubblico, per un diverso approccio tecnico/scientifico dei settori, che investe, anche, la formazione e la professionalità degli addetti ai lavori dalla qualificata figura del manutentore del verde a quella del direttore dei lavori, mentre il deliberato proposto dalle forze di minoranza consisteva nell’ampliare  il Capitolato Speciale d’Appalto del Servizio di Igiene Urbana, che già comprende il diserbo e lo sfalcio meccanico su aree stradali pavimentate, la derattizzazione/disinfestazione ed il piano pulizia spiagge, inserendo illogicamente il Servizio di Gestione del Verde.

Una soluzione quella prospettata dall’opposizione che non considera il verde come fonte di ricchezza ma che lo collega riduttivamente all’attività di smaltimento degli sfalci e alla collocazione, illusoria, di lavoratori padri di famiglia.

Abbiamo troppo rispetto per quei dodici lavoratori che un Consiglio unanime ha voluto, attraverso il loro referente, ascoltare. Persone che stanno attraversando un momento di grande difficoltà e la cui vicenda è stata vergognosamente strumentalizzata cercando di ricorrere a soluzioni improbabili e legalmente discutibili.

Ma se per la gestione del verde pubblico si è registrata una totale incompatibilità di vedute lo stesso non si è verificato con l’adesione alla strategia “Rifiuti Zero” la cui proposta è stata approvata all’unanimità. Un bel segnale di maturità politica e di condivisione di buone prassi per una gestione sempre più virtuosa del ciclo di raccolta, riciclo e smaltimento dei rifiuti.

I GRUPPI CONSILIARI DI MAGGIORANZA

(Comunicato stampa)

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