Corigliano Rossano. Le “amnesie” dell’amministrazione Stasi

Alfonso Caravetta

Le battaglie più importanti le perdiamo con noi stessi, quando non accettiamo di fatto che stiamo battendo un sentiero sbagliato e, nonostante i riscontri fattuali, chiari, ci si ostina nel perseverare da errabondi tra selfie e foto di “apparizioni” pubbliche. La realtà pero è cosa molto diversa . Una prima battaglia persa,ormai  decisa a tavolino, è quella della sanità e del Guido Compagna, oggi spoke. Una lenta agonia. I reparti pian piano verranno trasferiti al Giannattasio.Tant’è che anche Flavio Stasi accusa le sue prime amnesie. Non si ricorda più chi è Mario Oliverio  chi è  Franco Pacenza, non ricorda più del commissario Scura! La diagnosi è chiara: le regionali sono vicine. Meglio l’amnesia. Non voglio elencare qui i mille problemi che da anni ci affliggono e che certo non si pretende vengano risolti in 100 giorni da un adolescente di “soli” 36 anni. Ma la battaglia sull’ inquinamento marino e fluviale, iniziata da Stasi in tempi non sospetti, la mancanza di acqua d’estate nelle case sono problemi da risolvere   nel più breve tempo possibile e nel migliore dei modi. Tuttavia un aiutino per l’anno prossimo voglio darlo “aru guagnuni”: secondo alcune analisi (Psa e Piano strategico), sulle due ex città, oggi   Corigliano Rossano, non si può sostenere un turismo di massa concentrato  nei circa venti giorni di agosto, mancano di fatto i servizi ambientali, le reti idriche e fognanti sono  vetuste , la depurazione è  inesistente. Ed è lampante che se vogliamo avere un turismo di qualità vi è bisogno di preliminari infrastrutturazioni, di sottoservizi adeguati di una serie di prescrizioni da rispettare tra le quali le spiagge pulite, i locali ed i lidi in regola, ed una destagionalizzazione ben programmata, cioè un periodo più ampio e diluito in 5 mesi, maggio- settembre. Questo preliminarmente per ricevere e soddisfare un buon turismo.  Al riguardo delle condotte idriche e fognanti mi pare   vi fossero dei fondi, circa 7 milioni di euro ancora fermi alla regione, soldi che darebbero sollievo alle condotte obsolete dell’intera rete idrica che nei due centri storici oggi è ridotta un colabrodo. Altri 20 milioni di euro almeno, denari derivanti dalla non realizzazione del depuratore consortile, erano già disponibili per poter rimediare ai depuratori come quello di lido S. Angelo. Con tanti fondi si potrebbero realizzare almeno altri 4 depuratori adeguarli o realizzarli ex novo. Flavio Stasi da buon ingegnere potrebbe illuminarci? Perché al riguardo non abbiamo più notizie? Cosa è successo? Non vorrei mai che l’ing. Stasi abbia già barattato il suo ambientalismo e la sua verginità politica per dare corso all’esercizio inebriante del potere. O più semplicemente si temporeggia per incapacità di apportare soluzioni, progetti, programmazioni!? Sono trascorsi ormai 100 giorni per dare corso alle temporanee riparazioni del depuratore in S. Angelo. Non vorrei ne trascorressero altri ancora. Nel frattempo il mare viene ad essere la latrina di un intero territorio. Mi meraviglia inoltre che gli operatori turistici non si sono ancora proposti come stakeholder , o gruppo di pressione, nel richiedere un piano ambientale  ed in tal senso un minimo di rassicurazione per la stagione 2020. Ora questa mia proposizione politica non deve sembrare sospetta. Avevo deciso che trascorsi 100 giorni di questa nuova amministrazione mi sarei prodigato, interlocutori permettendo, sul piano del merito amministrativo, strategico e politico. Insomma proponendo un livello quanto meno accettabile per una Città che merita di essere totalmente ricostruita. Se, quindi, la questione ambientale può giustificarsi per aspetti tecnici e di complessa attuazione per inadeguatezza politica,  e non certo per  penuria finanziaria,  la problematica inerente l’identità Comunale della nuova città  diviene , con  una classe amministrativa così poco attrezzata, una mission impossible. Difatti, prendiamo ad esempio il centro storico ausonico che  è sempre più  trascurato, abbandonato innanzitutto dagli stessi(ex) coriglianesi che con lacrime di coccodrillo da vent’anni piangono il morto.  Da qualche tempo si è costituito un comitato di commercianti, un segnale certamente positivo che denuncia come la preoccupazione si sia impadronita degli operatori che lavorano nel borgo e che non riescono più a recuperare nemmeno le spese. C’è da chiedersi allora perché l’assessore al commercio non si attrezza per un Piano commercio , quello al centro storico,l’avv.ssa Turano, per un piano di Marketing , l’assessore  Novello e lo stesso sindaco Stasi per determinare un piano di recupero del borgo , un piano del traffico,  aree strategiche e pedonali, spazi franchi dove sostare, riqualificazioni di belvederi per godere dei nostri paesaggi. Perché si tace di tutto questo? Questi sono gli strumenti di cui una buona amministrazione dovrebbe dotarsi per porre soluzioni a problematiche complesse che come un macigno incombono  sul nostro Castrum Coriliani, e non solo!  Come ogni cosa che richiede di essere amministrata  ha bisogno di ,studio, competenze, programmazioni, analisi, visione politica, capacità in tempo di crisi  di mettere in campo soluzioni  a breve e medio periodo. Bisogna buttarci il sangue, avere passione per quel che si fa. Ed è questo che mi preoccupa, difatti, ad ora non ho letto un solo rigo da parte di quest’ amministrazione su cosa s’intenda fare per questo luogo che ha dato riparo e lustro, nei suoi mille e passa anni, ai suoi abitanti coriglianesi oggi ex.  In 100 giorni un uomo dotato di buoni propositi e certa intelligenza rivoluzionerebbe in senso positivo un territorio così bello e potenzialmente attrattivo. Eppure la Città di Corigliano Rossano è ancora senza alcuno Statuto! Come dovremmo chiamarci? Corsanesi, croscianesi, crossanesi. Qual è il gonfalone che racchiuderà queste millenarie identità, dove sono i luoghi culturali e di relazione per poterci incontrare e confrontare con i nostri concittadini ex rossanesi. Cosa ne sarà del Municipio e della nuova cittadella in c.da Insiti? Altri milioni di euro da riprogrammare! Una città non si costruisce con dei comunicati stampa alla buona, farlocchi,  ma con capacità intellettuali straordinarie e con un’ intelligenza amministrativa fuori dal comune. E posso garantirvi che i talenti si riconoscono da subito! Come anche un bluff! Credo invece che non si caverà alcun ragno dal buco con una simile amministrazione  a cui mancano i fondamentali, e non lo dico perché sono in opposizione , o soffro di chissà quale male, ma più semplicemente perché  sin dal 1982(un anno prima che nascesse Stasi) ho avuto modo di frequentare, di leggere, di studiare ed apprezzare a tutt’oggi, coloro che in diversa misura  hanno  buttato il sangue per  la cultura , per il centro storico, per la storia locale, per raccogliere le testimonianze di  uomini e donne illustri della ex Città di Corigliano Calabro, per i luoghi del sapere, per il recupero degli archivi storici, per il restauro integrale del maniero .Tutta  gente umile  da cui ho solo appreso. Persone straordinariamente dotate a differenza  di chi invece,  politicamente ha tradito ogni premessa sul recupero e la riqualificazione del nostro Centro Storico.  Io non so cosa avverrà  di questo  Centro storico, ma un dato è certo :  in tutti questi anni non ho mai incontrato da un punto di vista del confronto durante i tanti tavoli di pianificazione territoriale relativi ai settori: ambiente , cultura e centri storici, nessuno di questi  odierni amministratori, ne’ Stasi, ne’ la Turano , tantomeno Malavolta.  Eppure di tavoli strategici , di incontri sul centro storico, sui nostri straordinari archivi, ne ho partecipati e  frequentati a decine  negli ultimi venti anni .Ed in tutto questo tempo  non ho riscontrato alcun contributo della odierna classe politica, su pianificazioni territoriali complesse.  Ho rintracciato solo qualche comunicato di denuncia, di propaganda. Fine della storia!  Peraltro non vi è da meravigliarsi    se di questo nostro immenso patrimonio culturale  e paesaggistico, Stasi non ha indicato  un qualche  strumento, anche solo una proposta che possa dar lustro alle nostre due  città storiche , alle aree storiche presenti su tutto il territorio,  ad un patrimonio culturale che andrebbe  collocato e rivalutato nell’ottica di una Città unica senza assurdi campanilismi. La cultura ricordiamocelo, avvicina sempre, non divide. La cultura si condivide.  È  pur  vero che gran parte di questo  caos nell’area ausonica è stato determinato dalla  classe dirigente ed imprenditoriale  coriglianese, con la  complicità della classe  politica locale. E tanto ci meritiamo! Lo dico con assoluta certezza  perché tra i tanti ho avuto modo di apprezzare l’urbanista arch. Giannini che aveva redatto la variante al piano regolatore nel 2005 con una inversione di tendenza: limitate concessioni a costruire e priorità alla  riqualificazione e soprattutto al recupero dell’abitato nel borgo per 5000 nuovi residenti , 1.600 famiglie. Poteva essere? Assolutamente no! Un noto imprenditore  edile  fece ricorso per questioni tecniche relative all’esposizione  temporale del documento all’albo pretorio e alle osservazioni poi giunte, lo strumento  venne per un cavillo tecnico bocciato nel 2008. Non vi era la fusione allora, non vi erano i rossanesi. Abbiamo fatto tutto da soli! Ma ora, e lo dico con terrore,  non siamo messi meglio. E possiamo anche credere al miracolo Stasi o meglio al suo essere  miracolato. Un selfie e via!

Il presidente del M.A.C.

Alfonso Pietro Caravetta

 

 

 

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